Un nuovo spettro si aggira per l’Europa: gli Zingari

Il mainstream, oltre che la cultura tradizionale, ha ormai da tempo abituato all’idea che interi popoli siano costituiti da pericolosi criminali che rubano, rapiscono bambini esfruttano i loro figli e le loro donne.
I Rom , i sinti, insomma quelle etnie che la cultura dominante definisce sommariamente col termine di zingari, sono oggi più che mai privati della dignità di esseri umani e quindi discriminati, vessati, deportati, violentati.

In una Europa dove sempre più spira un vento destroide e xenofobo si rivedono degli scenari che possono appartenere solo alle dittature di stampo nazifascista, ma in effetti è proprio in regimi ad essi simili che si assiste alle deportazioni forzate di un intero popolo come recentemente è accaduto in Francia. Nel paese della rivoluzione illuminista, ai membri del popolo Rom presenti sul suolo francese, è stata data la possibilità di “scegliere” fra il rientro forzato nella loro terra di provenienza : la Romania, e un incentivo pecuniario per un loro “volontario” abbandono del suolo francese.

Altrettanto abberranti e fasciste sono le vere e proprie ronde anti rom, a cui si associano gli incendi nei campi, le persecuzioni e violenze di ogni genere come accade nella repubblica Magiara il fortissimo partito della locale destra dichiara apertamente di voler combattere i comunisti e i Rom e, infatti, le loro ronde (le guardie ungeresi che vestono camicie nere) spesso si rendono protagoniste di aggressioni e attentati anche mortali ai danni dei rom.

Nella repubblica guidata da cabarettisti e veline la vita per i Rom e i Sinti non appare affatto facile, anche nel bel paese ronde, violenze e persecuzioni sono all’ordine del giorno. un dato di fatto nuovo è però la presenza di numerosi rom e sinti nelle piazze. Il quatto settembre scorso in francia così come in Italia vi sono state numerose manifestazioni con le quali i rom e i sinti hanno inteso protestare, in particolare, contro quanto accaduto in francia ma in generale per rivendicare il loro diritto all’esistenza.

ROMA

A Roma la situazione rom/sinti si configura con il continuo spostamento dei campi oltre il raccordo. Si cerca di renderli meno visibili possibile, senza tenere conto di eventuali processi di integrazione già avviati da comunità stabili come quella di Testaccio (caratterizzate ad esempio per una alta scolarizzazione) né di eventuali situazioni di conflitti etnici.
I nuovi campi sono infatti più simili a lager che a strutture idonee alla vita e socialità, sono vastissimi e raccolgono numerosissime persone. Anche di fronte a tragedie come quella del bambino morto, il sindaco di “tutti” Alemanno ha pensato di dichiarare che la soluzione sono le ruspe sui campi illegali e la deportazione di chi li vive. VIDEO

LOMBARDIA

In Lombardia ed a Milano la situazione di rom/sinti e rifugiati politici è un adeguato termometro politico di vent’anni di xenofobia nazi-leghista. La galleria degli orrori sembra essere infinita, si va da “patti per la legalità” che disciplinano i “campi legali” con regole esplicitamente punitive, all’utilizzo dei fondi europei per i rifugiati politici per finanziare la famelica industria della sicurezza meneghina, per non parlare poi delle ronde effettuate dai “caschi bianchi” e delle deportazione dei rom di Lambrate nonostante l’inserimento scolastico dei bambini. La realtà è che rom e rifugiati sono una manna politica, un cranio rotto o uno sgombero, magari eseguito da patetici nuclei speciali dei vigili urbani, valgono centinaia di voti che assicurano la permanenza in potere della banda De Corato, nonostante scandali ed infiltrazioni.
Uno sgombero da ricordare per tutti è quello di via Triboniano, dove la polizia ha caricato i Rom che si stavano recando al palazzo municipale.
Allo stesso modo i rom diventano generatori automatici di quattrini nel momento in cui la caritatevole mano della curia si propone come intermediario per “risolvere il problema”: dietro lauto compenso distingueranno gli “onesti” dai “disonesti”, li alloggeranno in comode baracche di lamiera e provvederanno a domesticarli adeguatamente, cosi che il giorno che qualcuno deciderà di costruire uno svincolo per l expo sopra le loro teste possano essere comodamente rispediti in mezzo ad una strada.

COSENZA

Una intera comunità viene perseguitata: espulsioni di massa ossia tentativi di pulizia etnica e ordinanze di sgombero del campo da parte della locale Procura, il Comune tace pur avendo la responsabilità di quanto accade: da anni il Sindaco Perugini e il suo assessore Bozzo negano la fornitura di elettricità e acqua potabile al campo, di contro le associazioni antirazziste hanno fornito una lista di possibili terreni dove ubicare un campo sosta attrezzato (il comune sostiene che nell’area in cui sono ora stanziati i Rom non è possibile la loro permanenza) ma dall’amministrazione non giungono notizie: solo silenzio mentre il presidente nazionale di opera nomadi, il cosentino Massimo Converso, personaggio contestato anche all’interno stesso di Opera nomadi e che non ha mai messo piede nel campo denigra l’operato delle associazioni. Intanto i Rom a Cosenza ricevono le continue attenzioni delle forze dell’ordine, la paura e la precarietà più assoluta la fanno da padrone nel campo cosentino.

L’OPERA NOMADI

Eppure, diranno in molti, esiste da decenni l’Opera Nomadi che si dovrebbe occupare dell’integrazione di rom, sinti e gitani. Peccato che quest’ente sia l’ennesimo baraccone burocratico che non ha mai garantito un reale miglioramente qualitativo della vita delle comunità “nomadi”, che oramai sono in gran parte stanziali. L’Opera Nomadi ha sempre rappresentato l’ennesimo modo di spartirsi il potere e i soldi nel belpaese: gestita fin dalle origini dalla DC, ha garantito un serbatoio di voti per la stessa in cambio di piccoli favori per le comunità.
Con il crollo della DC questa forma di clientarismo è venuta a mancare,aggravando ancora di più una situazione di per se fortemente compromessa. La soluzione che molte comunità sinti e rom richiedono, smantellamento dei campi e creazione di microaree familiari in terreni comprati dalle comunità stesse, non vengono neanche prese in considerazione dalla maggior parte delle amministrazioni comunali e dalle istituzioni generali che preferiscono tenere migliaia di persone in condizioni di forte degrado per potersi garantire un facile capro espiatorio al momento buono.

http://italy.indymedia.org/

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