Cile, il governo apre ai mapuche

Dopo anni di indifferenza, il governo ha deciso di ‘attutire’ la Legge antiterrorista applicata sin dai tempi di Pinochet contro gli oppositori. E da sempre arma inumana contro gli indigeni e i loro diritti
La protesta di un gruppo di prigionieri politici indigeni mapuche in sciopero della fame dal 12 luglio, ricordata ieri anche dai minatori cileni sepolti vivi, ha sortito il primo effetto, andando a scuotere il governo, finora indifferente. La Moneda ha infatti deciso di modificare la legge antiterrorista e limitare il raggio d’azione della giustizia militare. Parola del ministro degli interni cileno, Rodrigo Hinzpeter.Al Parlamento sarà presto presentato un progetto di legge per “perfezionare” la Ley Antiterrorista e limitare il potere dei militari, finora pressoché illimitato. Altra pesante ennesima eredità della dittatura. Venne infatti varata dal generale Augusto Pinochet (1973-1990) per perseguire gli oppositori del regime, e in venti anni di governo di centro-sinistra, la cosiddetta Concertación, nessuno l’ha toccata e per alcuni crimini è stata usata senza batter ciglio. In particolare contro gli indigeni. E questo nonostante più volte le Nazioni Unite l’abbiano criticata perché discriminante.
“Il Governo è disposto a rivedere il nostro ordinamento giuridico”, ha scandido Hinzpeter, che si è anche impegnato a cercare dei mediatore per convincere i 32 mapuche in carcere a smettere lo sciopero. Si tratta di nativi arrestati durante alcuni scontri nella Región de Araucanía (centro), dove è in atto una lotta serrata per il riconoscimento delle terre ancestrale indigene. Dal 2009, la regione è militarizzata e questo è considerato un sopruso dai mapuche, che non accettano divise e fucili, simbolo di un potere prepotente che non rispetta i diritti atavici di un popolo che dalla notte dei tempi vive in quei luoghi. Per questo si sono dichiarati prigionieri politici e rigettano il fatto di dover essere giudicati da tribunali militari.
“Il progetto di legge tende a riformare e limitare l’applicazione della giustizia militare nel nostro paese. A abbiamo un sistema in cui la legge militare scatta molto più spesso rispetto ad altri sistemi democratici. E una riforma del genere era già presente nel nostro programma di governo. La invieremo alle Camere con la massima urgenza”, ha precisato Hinzpeter a ‘El Mercurio’. Ma il ministro ha ammesso anche che la Legge Antiterrorista include una eccessiva gamma di crimini, per questo il governo inizierà un giro di incontri con tutti i partiti in modo da discutere di eventuali modifiche. Precisando però che si impegnerà affinché la riforma non ammorbidisca troppo il quadro giuridico.
Si è quindi detto preoccupato per la sorte dei Mapuche in sciopero, e ha chiesto loro ufficialmente di tornare a mangiare, interrompendo una protesta che sta mettendo in serio pericolo la loro vita.

La comunità Mapuche rappresenta quasi il dieci percento della popolazione cilena e il suo principale insediamento si trova proprio nell’ Araucanía, a circa 600 chilometri a sud di Santiago, la regione occupata da centinaia di uomini in divisa pronti a tutto pur di non far vivere con dignità quella gente.

Peace Reporter

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