Un appello – Per il Cile

Il Comitato Lavoratori Cileni Esiliati ha prodotto questo appello per la campagna di solidarietà per il popolo mapuche e per il popolo cileno colpito dal terremoto.

Vogliamo precisare alcune cose che possono aiutare i compagni e tutti quelli che sostengono questa campagna a capire i fatti che si sono verificati in Cile prima e dopo il terremoto.
Come voi sapete il nostro Comitato si è sempre distinto per essere sempre dalla parte dei più deboli. In Cile prima del terremoto c’erano già 100 detenuti che si battevano per recuperare la terra, tutti condannati attraverso processi farsa e addirittura con testimoni incappucciati che testimoniavano contro i Mapuche. Tutto questo è stato documentato e denunciato dalle Associazioni che si occupano della difesa dei diritti Umani e per questo motivo all’interno delle Nazioni Unite i governi Cileni sono stati chiamati e ammoniti a rispettare i diritti umani del popolo Mapuche. Oggi ci sono in attesa di processo più di 500 Mapuche, lo stato non li riconosce come prigionieri politici e neanche come rappresentanti di questa etnia. Il popolo Mapuche, sono anni che lotta per la restituzione della propria terra che lo Stato Cileno tiene occupata e colonizzata ancora prima dell’800, infatti, queste terre sono state sottratte e occupate militarmente nel 1880 e da allora questo popolo vive in pochissime porzioni di territorio nonostante essi siano 2 milioni. Un milione vive sul territorio e l’altro milione è stato costretto ad emigrare nelle grandi metropoli del Cile per andare a fare i lavori più umili e gli tocca subire il razzismo dei Cileni, dei cattolici e della borghesia benpensante che li ritengono degli ubriaconi e buoni a nulla. Con questa scusa lo Stato Cileno sostiene la tesi che essi si trovano in queste condizioni per colpa di loro stessi.
La borghesia, i capitalisti, i latifondisti proprio quelli che oggi si arricchiscono sfruttando il territorio e depredando le migliori risorse naturali come l’acqua, i giacimenti minerari e milioni di ettari che sono utilizzati dell’industria della cellulosa. (…) Ora il terremoto ha messo in evidenza di nuovo tutte le contraddizioni dei governi della concertazione che in 20 anni non ha fatto niente per restituire la terra ai Mapuche, anzi lo Stato ha messo a disposizione dei latifondisti e delle imprese multinazionali che depredano questo territorio una grande forza armata che ha come obbiettivo quello di difendere l’usurpazione fatta con la forza incarcerando, ammazzando e facendo delle perquisizioni continue in tutte le comunità Mapuche, distruggendo tutto, con la scusa di cercare armi, cosa che non hanno mai trovato e con questo si è arrogato il diritto di militarizzare il territorio. Nei 20 anni di concertazione il Cile è stato governato con la costituzione del 1980 dal genocida Pinochet.Le leggi sul lavoro e quelle sindacali sono quelli della dittatura pertanto non c’è contrattazione collettiva, il livello sindacale è molto basso, perché i lavoratori Cileni la stragrande maggioranza vivono con contratti a termine; l’istruzione va avanti con la legge organica della dittatura quindi privatizzata, gli stessi dicasi sulla sanità Cilena.
Inoltre in Cile ci sono ancora dei detenuti politici incarcerati nel periodo della dittatura: La concertazione nei suoi 20 anni non li ha liberati; solo alcuni sono stati liberati e condannati allo esilio a vita lontano dal proprio paese e dai loro famigliari e se per caso vorrebbero tornare oggi indietro sarebbero messi in prigione perché l’accordo era quello per rimanere liberi e dopo tutti questi anni è rimasto lo stesso.

L’11/3/2010 in Cile si è insediato nel governo Sebastian Pinera sostenuto dall’Unione Democratica Indipendente (UDI), dagli industriali, dai latifondisti, dai commercianti, dal ceto-medio e dal dipartimento di Stato Americano. Allora tutti questi insieme, sono quelli che si sono opposti con tutti i mezzi che disponevano per evitare che il genocida Pinochet fosse processato per i crimini commessi dall’esercito contro il popolo Cileno e contro il popolo Mapuche. Il 10/12/2006 il dittatore è morto senza essere stato processato e né condannato. Le vittime della dittatura sono più di 20mila compagni assassinati, 5mila scomparsi e centinaia di migliaia di Cileni Esiliati. Ora i criminali sono i responsabili del genocidio, la stragrande maggioranza di loro hanno vissuto liberi in Cile senza mai pagare per questi crimini tutto questo grazie all’accordo fatto dalla concertazione nel 90 con il primo governo civile di Patricio Arwin. È arrivato il governo Pinera tutti questi criminali finiranno la loro vita nell’impunità totale perchè l’UDI era il partito di Pinochet e dei militari e oggi loro sono di nuovo al potere e si prevede un futuro nero per i Cileni e per i Mapuche che dovranno trovare per forza una strada nuova di liberazione e uguaglianza che lascia definitivamente il luccichio dei partiti della concertazione che ha riportato al Cile allo stesso punto che si trovava nell’89, quando la questione era la continuazione della dittatura o la democrazia.
I Cileni hanno sostenuto la scelta della democrazia sostenuta dalla concertazione, ma sono stati traditi di nuovo come nell’11/9/73 dove la sinistra Cilena e il governo dell’Unità Popolare hanno portato alla più grande sconfitta dei lavoratori lasciandoli da soli e disarmati contro un esercito genocida eppure le armi il governo dell’Unità popolare c’è l’aveva, il popolo è andato al massacro disarmato e abbiamo avuto 17 anni di dittatura. Questo insegna che la cosiddetta sinistra Cilena o concertazione come voglia chiamarsi non ha mai avuto in mente né nei suoi progetti la liberazione dal capitalismo cileno e internazionale dei lavoratori che ha preteso di rappresentare.
Ora per noi è importante che questa campagna a favore dei terremotati sia sostenuta ampiamente da tutti, perché non solo dobbiamo soccorrere a tutti quelli che hanno bisogno, ma dobbiamo far sì che il nostro sostegno può servire a tutte le organizzazioni di base che oggi propongono di cambiare la realtà alla quale sono stati costretti a vivere e a cercare con un grande sforzo di dare vita a un progetto per liberare il popolo Cileno dall’eredità Pinochetista e dalla concertazione che non era altro che la continuazione economica neoliberista dei militari.
Questo è il motivo per il quale il nostro Comitato fa questo appello per sostenere il popolo Mapuche, i libertari e le organizzazioni di base che oggi sono presenti sul territorio.
Chi vuole aiutarci può farlo prendendo contatto con l’associazione Comitato lavatori cileni esiliati cell. 320 6784640 –33 56990774 – 0144 372860 oppure versando direttamente sul c/c: comitato lavoratori cileni esiliati – Cassa di risparmio di Rivalta Bormid, Iban IT 20 U 06075 4855 0000 0000 15604.

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