Corteo contro il Cie, tensione sei ore di assedio. Una denuncia

Corteo anti-Cie: 400 manifestanti paralizzano il centro storico. Rabbia e proteste dei commercianti, esplode la polemica. Atti di teppismo degli anarchici: Giovanardi e la Misericordia nel mirino. Negozi chiusi, fumogeni, muri imbrattati

MODENA. Due pullman perquisiti, muri imbrattati, e traffico paralizzato. Ma anche caschi, bastoni e fumogeni. E poi telecamere divelte, insulti e vetrine assaltate. E’ questo il primo bilancio della protesta anarchica che ha sfilato ieri lungo le strade del centro storico di Modena.

Oltre 400 persone hanno preso parte al corteo che per più di sei ore ha sfilato fin sotto la Ghirlandina per chiedere la chiusura dei Cie, i centri di identificazione ed espilsione degli immigrati. Come previsto la protesta ha registrato diversi momenti di tensione ed è stata scortata lungo tutto il percorso da un cordone di agenti della polizia e dei carabinieri.

Il corteo, composto da gruppi dei centri sociali, gruppi antagonisti e anarchici provenienti da Bologna, Milano, Genova e Torino, è partito nel tardo poreggio da via Fanti, dietro la stazione ferroviaria, e alle 17 ha raggiunto via Attiraglio. Qui è stat fatta una breve sosta per permettere a una partecipante di rivolgersi ai residenti stranieri affacciati alle finestre di un condominio. La ragazza li ha incitati ripetutamente, attraverso gli autoparlanti, a ribellarsi contro una «politica della casa scellerata che la giunta modenese e la politica italiana gli riserva da anni». Il discorso, durato qualche minuto, è stato anche tradotto in arabo per una migliore comprensione. Lasciata via Attiraglio, la protesta ha superato il cavalcavia Mazzoni e si è diretta verso piazzale Natale Bruni dove sono iniziati i disordini.

Un dimostrante si è arrampicato sopra un cartelli stradale e con una scopa imbrattata di vernice ha oscurato l’obbiettivo delle telecamere di sorveglianza. Per coprire quest’azione sono stati accesi dei fumogeni. A risentire maggiormente del disagio è stato il traffico che è rimasto paralizzato per più di mezz’ora.

Dalla rotonda il corteo si è diretto verso viale Caduti di Guerra. Lungo la via che costeggia i giardini Ducali i dimostranti hanno urlato cori e slogan contro la lega, ma soprattutto contro Daniele Giovanardi. Secondo gli anarchici il presidente della misericordia sarebbe colpevole di una mala gestione del Cie di Modena. “Giovanardi assassino”, “Basta con i lager”, “Libertà per i reclusi”, sono alcuni degli slogan che i dimostranti hanno scritto sui muri del viale con delle bonbolette spray.

Alle 19 la manifestazione è giunta alle porte del centro storico per attraversare via Emilia Centro. Sullo sfondo di saracinesche abbassate e negozianti impauriti, i dimostranti hanno divelto alcune telecamere di sorveglianza.

Come sempre succede in questo tipo di manifestazioni, gli anarchici non hanno saputo resistere alla tentazione di assaltare alcune vetrine, segno del capitalismo, con vernice e uova marcie. A farne le spese: Benetton, Unicredit, Maxmara, Foot locker, Woolrich e Wind.

Alle 22 il corteo è arrivato al Cie in via La Marmora.

La Repubblica

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