Pomigliano, duello sul referendum Sciopero a Mirafiori contro l’accordo

Si fermano i lavoratori dello stabilimento torinese. “Un segnale di cui tenere conto”. Lo Slai Cobas attacca la Fiom: “Sbaglia a dire di andare comunque a votare”. Elkann: “Martedì sarà un giorno importante”

ROMA Resta alta la tensione intorno al destino dello stabilimento Fiat di Pomigliano. Oggi i lavoratori delle carrozzerie e della powertrain di Mirafiori hanno scioperato (e sono scesi in corteo) contro l’accordo che la Fiom non ha voluto firmare. Secondo la Fiom di Torino ha incrociato le braccia oltre l’80% dei lavoratori delle carrozzerie di Mirafiori. “La risposta dei lavoratori – osserva Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese – è stata eccezionale, come non si vedeva da anni. E’ un segnale di cui tutti dovrebbero tenere conto, la Fiat innanzitutto, ma non solo”. “Lo sciopero di Mirafiori dimostra solo che l’accordo di Pomigliano è nato morto”, commenta  Giorgio Cremaschi, volto storico della Fiom. Per la Fiat, invece, l’adesione è stata del 30% alle carrozzerie e del 2,8% alla powertrain.

FOTO La protesta a Mirafiori

Questa è la situazione a pochi giorni dal referendum del 22 giugno, quando i lavoratori saranno chiamati a dire la loro sull’intesa siglata solo da Cisl e Uil. “Sarà sicuramente un giorno importante” si limita a dire il presidente della Fiat John Elkann. Mentre il presidente di Confindustria, Emma

Marcegaglia, confida “in un esito positivo” e auspica che “la Fiom possa ripensarci. Siamo davanti a un’azione che va contro la storia, che riporta dalla Polonia investimenti in Italia. Credo che un no significhi anche creare un vero problema alla capacità di attrarre investimenti nel paese”.

E proprio sul voto che si accende lo scontro anche tra sindacati. Ieri il segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini, aveva invitato i lavoratori ad andare comunque a votare per evitare ritorsioni. Dura la replica dello Slai Cobas: “E’ come dire a un commerciante di pagare il pizzo perché altrimenti la camorra lo uccide” dice Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas che si asterrà dal voto considerando il referendum “illegittimo”.

Sul fronte politico il Pdl si schiera per il via libera all’accordo, mentre il segretario del Pd Pierluigi Bersani ribadisce il suo ”sì con riserva” chiedendo, però, che questa vertenza non sia “ideologizzata o portata a modello da trasferire in tutto il Paese”.

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