Giovane suicida in carcere “E’ allarme sovrafollamento”

Alessandro Lamagna, detenuto per rapina, si è impiccato con un lenzuolo alla finestra del bagno. Di origini dell’hinterland napoletano, viveva da qualche anno nel Cilento. La sua pena terminava nel 2012 ma si prevedevano benefici per buona condotta
FUORNI. Per tutti, agenti penitenziari e compagni di cella, Alessandro Lamagna era un detenuto tranquillo, che presto sarebbe uscito per buona condotta. Dal carcere di Fuorni il 34enne è invece uscito cadavere, ieri pomeriggio, dopo essersi impiccato a una finestra.

Originario dell’hinterland napoletano, Alessandro Lamagna si era trasferito da qualche anno nel Cilento. Qui era stato arrestato per rapina, dopo aver tentato il colpo in una parafarmacia di Agropoli, a pochi chilometri dal centro cilentano in cui aveva trasferito la sua residenza. Sposato, sarebbe dovuto tornare in libertá agli inizi del 2012, ma in carcere gli avevano detto che avrebbe potuto ottenere anche prima una forma di semilibertá. Lui invece non ha retto.

Ieri, intorno alle 13.30, si è chiuso in bagno portando con sé un brandello di lenzuolo. Lo la legato alle sbarre della finestra e si è impiccato. Sono stati gli altri tre detenuti che dividevano con lui la cella a dare l’allarme quando, dopo una ventina di minuti, non lo hanno visto uscire dal bagno e hanno provato inutilmente a chiamarlo. Hanno avvisato il personale della polizia penitenziaria, ma gli agenti hanno trovato il giovane giá senza vita, asfissiato dalla corda di lenzuolo che si era stretta al collo. Inutili i tentativi di rianimarlo, affidati prima al medico della struttura carceraria e poi ai volontari del 118 arrivati dal Vopi di Pontecagnano.

E’ stato il medico legale Giovanni Zotti ad eseguire l’esame esterno e a confermare il suicidio. Poi sono stati avvisati i familiari e la salma è stata trasferita, in serata, al cimitero di Brignano. Il magistrato di turno non ha disposto l’autopsia, la dinamica è ritenuta chiara e risulta non vi fossero elementi che potessero lasciar prevedere un gesto così estremo.

Dalle testimonianze raccolte in carcere pare che il 34enne avesse avuto problemi di tossicodipendenza, e che a questo fossero legati alcuni reati contestatigli. Due anni fa era stato arrestato subito dopo una rapina in una parafarmacia di Agropoli.Con sé aveva i seicento euro che si era fatto consegnare dal titolare dell’e sercizio, intimandogli di svuotare il registratore di cassa sotto la minaccia di una pistola poi risultata giocattolo.

Aveva agito a volto scoperto, ed era stato individuato poco dopo da un carabiniere in borghese. In carcere era sembrato sereno, ma la detenzione gli aveva scavato dentro il male della depressione e ieri ha deciso di farla finita. A dicembre avrebbe compiuto 35 anni.

La Repubblica
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