Sabotaggio sui binari, treno deraglia strage nel Bengala occidentale

Un gruppo filo-maoista rivendica l’attentato nella regione di Calcutta. Il convoglio è andato a schiantarsi contro un carro merci. Centinaia di feriti

NEW DELHI – E’ di almeno 71 vittime il bilancio provvisorio del tragico sabotaggio sui binari di una tratta ferroviaria nello Stato del West Bengala. Oltre 120 i feriti. Il “comitato del popolo contro le Atrocità della polizia” (Pcpa) ha rivendicato l’attentato. Il treno è deragliato all’1.30 locale nel distretto di West Midnapore, una roccaforte maoista circa 135 chilometri a ovest di Calcutta, capoluogo del Bengala occidentale. Ha successivamente centrato un convoglio merci che sopraggiungeva in direzione opposta.

Le forze di polizia dicono che le operazioni di soccorso proseguono e si teme che tra i rottami del convoglio possano esserci ancora molti corpi. Un sopravvissuto, Ranjit Ganguly, ha raccontato di essere stato scaraventato fuori il vagone dalla violenza dell’esplosione ma che i suoi figli sono ancora intrappolati all’interno.

Il ministro dei Trasporti, Mamata Bannerjee, ha dichiarato che i sospetti si sono subito appuntati sui gruppi clandestini maoisti: “Le ferrovie sono un obiettivo facile. Sono stati già attaccati in passato”, ha detto. La strage sembra destinata a creare ancor maggiore pressione sul governo affinché modifichi il suo approccio alla lotta al terrorismo, dimostratasi finora poco efficace. I ribelli maoisti, attivi dal 1967, sono presenti nel nord e nell’est dell’India. Si tratta di un vasto gruppo di guerriglieri – si stima tra i 10 e i 20 mila uomini – che sostengono di battersi per i diritti dei contadini senza terra e delle minoranze locali. Per tentare di scacciarli dalle loro roccaforti, il governo ha sferrato un’offensiva in sei stati del Paesi con il dispiegamento di 56 mila membri delle forze paramilitari appoggiate dalla polizia locale. L’operazione è stata ribattezzata “caccia verde”, perché è stata effettuata in gran parte nella giungla in cui i guerriglieri si nascondono.

Secondo il primo ministro Manmohan Singh, la ribellione maoista costituisce la principale minaccia per la sicurezza interna dell’India. E’ molto forte il controllo del territorio da parte dei ribelli soprattutto nelle regioni rurali che sono rimaste maggiormente penalizzate dal recente boom economico dell’India. Otre 600 persone sono morte l’anno scorso in attacchi attribuiti ai maoisti. Il governo ha bandito il movimento nel 2009, qualificandolo ufficialmente come “terrorista”.

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