Razzismo e insulti alla comunità ebraica indagati quattro esponenti di Militia

Insultarono Pacifici, macchiarono le pietre d’inciampo, per anni hanno sporcato i muri di Roma con scritte offensive. Blitz all’alba dei carabinieri del Ros e perqusizioni nei confronti dei militanti dell’organizzazione di estrema destra. Le accuse: apologia del fascismo, diffusione di idee fondate sull’odio razziale ed etnico

Colpo all’organizzazione di estrema destra Militia, con quattro indagati a Roma per apologia del fascismo, diffusione di idee fondate sull’odio razziale ed etnico e violazione della Legge Mancino del ’93, che punisce xenofobia e razzismo. Sono accusati di essere i responsabili delle azioni compiute negli ultimi tempi contro la comunità ebraica romana e la figura del sindaco, Gianni Alemanno. Sarebbero stati loro, tra l’altro, a ‘macchiare’ le pietre d’inciampo sistemate davanti alle abitazioni delle vittime della deportazione e a deturpare con frasi deplorevoli i muri della capitale, scritte che non hanno risparmiato neanche la facciata del Museo di via Tasso. Azioni continue, che hanno offeso la memoria della Shoah e funestato ricorrenze. Vergogne.

Le pietre imbrattateSvastiche in via Tasso

Dalle prime ore del mattino i carabinieri del Ros stanno eseguendo perquisizioni locali e personali, su esecuzione di decreti emessi dalla Procura della Repubblica di Roma, contestualmente ad “avvisi di garanzia” nei confronti degli esponenti dell’organizzazione: tutti soggetti con un radicato inserimento negli ambienti dell’estremismo politico di destra. L’attività d’indagine, coordinata dal Pool Antiterrorismo della Procura, si è concetrata sugli appartenenti all’organizzazione “Militia”.

In particolare, i quattro indagati (uno dei quali già appartenente all’organizzazione eversiva “Ordine Nuovo”) sono ritenuti responsabili di:
– aver prospettato azioni violente contro Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana;
– aver annerito le “pietre di inciampo”, poste in Piazza Rosolino Pilo n. 17, in memoria delle vittime della persecuzione nazista in Roma, il 28 febbraio scorso;
– aver affisso striscioni o scritto sui muri frasi a firma “Militia” dal gennaio del 2009, tra le quali, “Alemanno con l’A.N.P.I.??? Il più infame di tutti quanti”; “25 aprile non ho tradito. Onore R.S.I.”; “Militia osa con noI”; “Vigne nuove feudo di militia – Via S.Tofano 6 – Noi lupi mannari contro pecorelle impauritE – Militia via S.Tofano 6”; “Lode e gloria ai fascisti. Morte ai partigiani”; “Blocco (Blocco Studentesco, ndr) servi della Gelmini – Reddito per tutti – Militia – Potere precario Militia”.

Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati un machete, mazze da baseball e bastoni, oltre a documentazione ideologica di estrema destra e manifesti e strumenti per scrivere sui muri; striscioni a firma “Militia”; materiale informatico; una divisa dell’Esercito israeliano. Le operazioni di perquisizione sono state estese alla “Palestra Popolare Primo Carnera”, sede di “Militia”, e alla Discoteca “Kinky Club”.

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