Primavera libertaria a Cuba

Nuovi percorsi per il movimento antiautoritario

Dopo i primi momenti di comprensibile diffidenza, dettata dalle informazioni che giungono da paesi in cui i regimi esercitano il loro potere indiscriminato e totalizzante su tutto ciò che “si muove”, possiamo dire, con più che ragionevole certezza, che il movimento libertario nell’isola di Cuba ha di nuovo reso evidente la propria esistenza pubblica e socialmente condivisa, culturalmente attiva e presente nelle strade e nelle piazze e non solo nella città de L’Avana.
Il tutto nacque dalla informazione, giunta tramite “El Libertario” di Caracas, di una manifestazione libertaria nel centro de L’Avana, nel novembre 2009, informazione valutata attentamente con la commissione internazionale della FAI, e verificata come veritiera.
Cosa rappresenti lo sviluppo delle tematiche libertarie nell’isola della rivoluzione castrista può essere considerato come un fatto che ha una valenza storica molto significativa per tutto il movimento libertario internazionale
Dopo mezzo secolo in cui la propaganda ha dipinto i compagni esuli come servi della CIA, dopo che l’isolamento internazionale, a parte poche e ben definite federazioni che non hanno fatto mancare la propria solidarietà al movimento in esilio, l’organizzazione libertaria cubana si è ricomposta, soprattutto grazie all’azione e all’apporto di giovani e valorosi compagni che sono riusciti a sfidare la repressione statale del regime comunista, conquistando negli anni, sempre maggiori spazi di agibilità, credibilità e consensi.
“Observatorio Critico è lo strumento con cui l’azione culturale e politica si sviluppa tramite una rete di progetti socioculturali a matrice autogestionaria contribuendo allo sviluppo dei contenuti liberatori e popolari latenti nella società cubana. Collettivi composti da analisti, critici, professori, artisti, militanti di movimenti emergenti e attivisti di progetti socioculturali, condividono uno spazio di diversità in cui dialogano le pratiche solidali con il fine di analizzare e sviluppare modi di vivere, pratiche e saperi che siano liberatori nell’attuale scenario cubano, rivendicando alternative culturali e liberatorie di fronte alla alienazione capitalista, autoritaria e coloniale”.
Questa è la presentazione con cui il collettivo si presenta all’attenzione del mondo esprimendo un complesso e articolato insieme di strutture che agendo in diversi settori sociali danno l’idea di come il tutto sia frutto di una strategia e di un insieme di pratiche in grado di inserirsi proficuamente nel tessuto sociale dell’isola.
Con El Trencito da anni si stanno sviluppando azioni, con una valenza pedagogica, durante le quali si insegna la dinamica dei giochi non competitivi e che coinvolgono i bambini del quartiere popolare in cui risiedono. Un’esperienza che dura da anni, riassumibile nella frase di chi oggi oramai ventenne dice “El Trencito ci ha insegnato ad apprezzare la libertà giocando
Il livello di analisi e di comprensione delle dinamiche sociali e globali lo possiamo trovare anche nel settore dei mezzi multimediali di comunicazione, come il collettivo “los rumores” con cui è possibile interagire tramite un blog in cui si dice: “i media sociali sono il nuovo scenario di confronto tra chi desidera difendere il governo e chi desidera la sua caduta”. In una logica bolivariana, possiamo definirli “terroristi e al servizio di potenze straniere” come insinua il nuovo blogger Chavez?
Non vorrei che si confondesse la presenza sulla rete come una presenza virtuale e poco connaturata alla realtà. Un altro ambito di azione è quella de El Guardabosque con il sottotitolo “una alternativa nella comunicazione ambientale” in cui vengono evidenziate tutte le esperienze pratiche intraprese a livello ecologico e ambientale in diverse regioni dell’isola, un insieme di esperienze che dimostrano il livello non solo di consapevolezza, ma anche di capacità propositiva e di azione pratica; come nel quartiere denominato “Reparto elettrico” in cui si è realizzato, in collaborazione con gli abitanti, un censimento degli alberi finalizzato alla loro conservazione oltre ad una azione di vaccinazione dei cani randagi. Possono sembrare cose da boy scout ma, inserite nella realtà cubana, rappresentano un’azione sociale molto coinvolgente e foriera di successivi sviluppi se relazionata ai documenti prodotti e al dibattito acceso quando si affronta il problema della deforestazione nell’isola e delle non politiche agricole e forestali intraprese.
Il lavoro politico e sociale si manifesta oltre che nel mondo dei mezzi di comunicazione in rete, anche nelle piazze, azioni confortate da una presenza numerosa e partecipata. Cito in ordine temporale il ricordo dei martiri ninginos, studenti di medicina fucilati nel settembre 1871, patrioti avversi alla dominazione spagnola. Una ricorrenza dimenticata dal regime e “riscoperta” dai compagni dell’Observatorio Critico con una manifestazione pubblica nel luogo in cui vennero depositati alcuni dei corpi dei futuri medici in segno di spregio e monito. La presenza al primo evento, nel settembre 2009, è stata molto numerosa; nel prossimo si prevede di depositare una targa ricordo di quei martiri “per la libertà e l’indipendenza”. Parole che oggi assumono un valore molto meno patriottico, ma direttamente rivolto al potere presente nell’isola…continua su Umanità Nova…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: