Crisi, con la deflazione l’Europa rischia la rivolta sociale

Le operazioni al ribasso sul debito degli stati sono alla base dei piani lacrime e sangue che si stanno preparando in Europa. Il rischio è però quello di aprire le porte alla deflazione. A quel punto, dopo aver salvato le banche e distrutto il welfare, per i governi sarà difficile evitare lo scatenarsi delle rivolte sociali.

L’ agonia della Lehman fu assai lunga, protratta per tutta l’estate del 2008 nonostante che il suo fallimento fosse stato predetto da parecchi osservatori. Sembra probabile che il governo Usa abbia usato le traversie della Lehman per far marcire la situazione dei mercati abbastanza da con vincere il Congresso a varare misure che salvassero le altre istituzioni finanziarie con un gigantesco investimento di denaro pubblico. Ma, fallita la Lehman, i mercati si fermarono e l’ economia mondiale entrò anch’essa in agonia. Le banche di tutto il pianeta andarono in crisi e i governi dovettero spendere miliardi di dollari per salvarle.

Appare oggi sempre più chiaro che la signora Merkel, all’ inizio del 2010, di fronte al profilarsi di una debacle elettorale in Renania Westfalia, abbia tentato una cinica manovra di recupero, aizzando il suo popolo contro la Grecia per oscurare le evidenti manchevolezze (per essere benevoli) del governo in carica nell’importante land tedesco. Manovra che è fallita nei confronti del popolo renano, che ha cacciato i conservatori al governo, ma che ha avuto il massimo successo nello scatenare una gigantesca ondata di speculazione contro la Grecia, presto trasformatasi addirittura in un tentativo di affondare l’Euro e i debiti pubblici dei paesi meridionali dell’ Unione Monetaria.

Se, come ho già osservato due settimane fa, l’ azzardata e irresponsabile manovra della Merkel ha trovato entusiastici appoggi da parte di buona parte della stampa tedesca, non sono mancate voci tedesche che invitavano alla riflessione e alla ragione. Quella del vecchio ministro Theo Waigel, che ricordava come il patto di stabilità fosse stato infranto per prima dalla stessa Germania nel 2003. Inoltre, un lucido giornalista dello Handelsblatt, Bernd Ziesemer, il 10 maggio ricordava i trascorsi di grande amicizia e stima della signora Merkel nei confronti di Kostas Karamanlis, il primo ministro greco, che imitando il fulgido esempio dell’ Italia da bere, ha affossato in cinque anni i conti pubblici del suo paese, imbarcandosi in una folle politica di spese e di aumenti salariali pubblici.

L’ articolo citava inoltre il peculiare comportamento della fazione conservatrice del Parlamento Europeo, che includeva la Merkel, nel non stigmatizzare in alcun modo tale comportamento di Karamanlis fino alla sua sconfitta elettorale, malgrado che nella riunione Ecofin del 2 luglio 2009 il commissario Almunia avesse presentato un documento nel quale si prevedeva che il deficit pubblico greco nel 2009 sarebbe salito a più del 10 per cento del pil. I deputati europei del gruppo conservatore, attendevano che si presentasse di fronte a loro il nuovo premier greco, Papandreu, nell’ ottobre 2009, per manifestare tutta la propria meraviglia ed esecrazione di fronte a cifre che giuravano di vedere per la prima volta e che invece conoscevano benissimo.

La lunga e ben orchestrata agonia greca si è conclusa con il ritorno sulla scena europea di un deus ex machina che non si vedeva dalla caduta dell’Urss e dalla unificazione tedesca: il presidente degli Stati Uniti. E’ stata la sua allarmata ed adirata telefonata a convincere Frau Merkel a smetterla di ostacolare una soluzione comune al problema dei conti pubblici greci. Il suo comportamento era giunto, come quello del governo americano nel fallimento della Lehman, a determinare il blocco quasi totale delle transazioni e degli scambi internazionali, una enorme crisi di liquidità che avrebbe avuto sull’ economia mondiale, già provata da tre anni di crisi, un effetto esiziale, inducendo anche il fallimento della intera strategia economica della presidenza Obama e la sicura sconfitta dei democratici nelle elezioni di metà mandato del prossimo novembre…continua su Repubblica…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: