La TAV e la selezione delle classi dirigenti ignoranti e corrotte

Tre spunti diversi – un ingegnere digiuno di geologia, le donne trentine che fanno i conti in tasca al governo, l’archingegnere della cricca mangia-appalti – ci raccontano in modi diversi l’inadeguatezza della classe dirigente che promuove l’Alta Velocità in Italia, tra ignoranza, indifferenza e vera e propria consuetudine con un sistema molto corrotto.

L’ingegnere e i tecnici NoTav

Sul progetto Tav l’ingegnere della società Ltf (Lyon Turin Ferroviaire) ammette pubblicamente la sua ignoranza.

Se è vero che «il governo austriaco sta ripensando ai propri impegni», come scrivono le mamme trentine qui sotto, sul versante piemontese interessato al progetto della Tav per la prima volta un tecnico francese della Ltf si è esposto in prima persona presentandosi, a sorpresa e con grande coraggio, a un’affollatissima assemblea pubblica a Chiomonte, paesino della Valsusa interessato a un tunnel dell’Alta Velocità.

Una serata informativa dove però lo stesso ingegnere, sostenuto dalla proiezione di alcune slide, si è trovato fortemente impacciato laddove le domande e le questioni sollevate dal popolo NoTav si facevano sempre più incalzanti, fino a entrare nel dettaglio del progetto.

Da quella assemblea, ad esempio, si è venuto a sapere che il cosiddetto “cunicolo esplorativo” della Maddalena «sarà – dicono i tecnici dei NoTav – a tutti gli effetti non una discenderia bensì il vero e proprio tunnel di base per la Torino Lione. Su questo progetto si baserà la valutazione di impatto ambientale che a questo punto è pura formalità. Lo scavo sarà di tipo tradizionale con mine di dinamite per almeno un paio di chilometri e non con la famosa talpa. Questo andrà a compromettere definitivamente come già successo al Mugello e in altri grandi cantieri gli equilibri ambientali, smottamenti, frane, falde acquifere. Per quasi tutta la durata degli scavi non sarà possibile usare che le strade locali di accesso al sito per le movimentazioni degli inerti».

I tecnici hanno dunque appreso dal tecnico francese elementi che li spingono a ritenere che «lo svincolo autostradale per Chiomonte promesso dal sindaco, se tutto andrà bene dovrebbe arrivare a fine cantieri, quando ormai il danno sarà creato e non riparabile. Nessuna legge poi sarà in grado di riproporre l’esempio francese “demarche grand cantier”, cioè l’assunzione di manodopera locale. Nessuno infatti, neanche il governo, potrà imporre l’assunzione di manodopera locale al general contractor che per la legge italiana è libero di scegliere dove e come reperire i lavoratori».

Ma le forti preoccupazioni vengono anche direttamente dai danni ambientali che ci saranno, dedotti dall’esposizione dell’ingegnere di Ltf e cioè che «da uno studio sullo scavo di una galleria nel massiccio dell’Ambin verrebbe perso un quantitativo di acqua sorgiva potabile in grado di dissetare una metropoli da 11 milioni di abitanti. Oggi questo studio viene accantonato e l’ingegnere non sembra esserne a conoscenza nonostante i tecnici del movimento gli rinfreschino la memoria». Pressato dagli interventi dei tecnici del movimento NoTav, Mario Carvagna, Claudio Cancelli e Beppe Ferrero, l’ingegnere di Ltf rimane sbigottito e frastornato, ammettendo la sua ignoranza.

Mamme NoTav in Trentino

Le mamme contro la Tav hanno paura per i futuro dei loro figli. Perché anche in quella parte di Trentino Alto Adige interessata alla stessa costruzione della ferrovia ad Alta Velocità, si vedrà sventrare una buona parte di montagna, compromettendo e deturpando per sempre il paesaggio montano.

Lo scrivono in una lettera aperta quelle le “Mamme NoTav di Marco (Rovereto)”. Nel rispondere alle dichiarazioni del viceministro Castelli e alla candidata sindaco Lorenzi:

«Castelli parla di slancio del Trentino, quando sa benissimo che questo progetto andrà ad arricchire principalmente i general contractors come Enel, Fiat (che non dovranno gestire l’opera finita e che dunque non hanno alcun interesse a finirla presto e bene). Loro stabiliranno il prezzo finale, ottenendo l’approvazione di tutte le varianti e guadagneranno su appalti, subappalti, ecc., creando una voragine finanziaria che andrà anche sulle spalle di noi trentini».

Le mamme NoTav fanno esempi concreti…continua su Megachipdue…

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