Golfo del Messico, marea nera: dalla Russia consiglio shock “Usare testate nucleari”

Come in Armageddon”. Un suggerimento estremo per fermare la perdita di petrolio nel golfo del Messico viene da un articolo del quotidiano russo Komsomoloskaya Pravda, secondo cui ai tempi dell’Unione Sovietica problemi simili sono stati risolti con esplosioni nucleari controllate. “In passato questo metodo è stato usato almeno 5 volte – scrive il quotidiano – la prima per spegnere i pozzi a gas di Urt Bulak, il 30 settembre 1966. La carica usata fu da 30 chilotoni, una volta e mezza quella di Hiroshima, ma fatta esplodere a 6 chilometri di profondità”.

Il consiglio shock della Russia – Secondo il quotidiano l’esplosione sotterranea farebbe in modo da spingere le rocce facendo loro chiudere la falla. Degli altri tentativi effettuati nell’ex Urss, continua l’articolo, solo uno non ha funzionato, nel 1972, mentre gli altri hanno raggiunto l’obiettivo anche con testate di 60 chilotoni. “Il metodo non è stato testato sott’acqua – insiste il quotidiano – ma secondo alcuni calcoli di esperti in Russia le probabilità di fallimento sono solo del 20%. Basterebbe scavare un pozzo vicino alla perdita, e far detonare la bomba. La Russia ha una grande tradizione nelle esplosioni sotterranee controllate – conclude l’articolo – che potrebbe essere messa a disposizione degli Usa”.

La Bp, nel mentre, alza bandiera bianca. Dopo due settimane di tentativi di fermare la marea nera nel Golfo del Messico, tutti miseramente falliti, la compagnia petrolifera responsabile del disastro ammette di non avere più idee e chiede aiuto al mondo intero: Mandateci le vostre idee. In questa sorta di appello disperato, la Bp ha messo a disposizione il proprio sito web dove è pronta a ricevere ogni tipo di suggerimento. Poi sarà cura della compagnia far esaminare ogni ipotesi ai propri ingegneri e tecnici. Saranno loro a stabilire la fattibilità dei singoli progetti.

Fino a quando non si troverà la soluzione definitiva al problema la compagnia si limiterà a spruzzare in mare grandi quantità di solventi. Questo tipo di procedura, ha aggiunto un portavoce della società, non era mai stata seguita per incidenti di questo tipo. Sinora l’Epa, l’agenzia governativa Usa che si occupa di difesa dell’ambiente, non aveva dato il suo via libera, preoccupata che la cura fosse peggiore del male e che aggiungere altre sostanze chimiche potesse danneggiare ulteriormente l’ecosistema, già messo a dura prova. Ma dopo il fallimento della cupola, si tenta di tutto. Nel frattempo gli ingegneri della compagnia stanno valutando la possibilità di calare nelle profondità oceaniche una seconda cupola, molto più piccola di quella dei giorni scorsi, in cui iniettare dall’alto tonnellate di detriti in modo da fermare il flusso di petrolio.

Mentre i responsabili della Bp conducono la loro lotta contro il tempo, gli esperti di salute pubblica degli Stati tentano di comprendere quali possano essere le immediate conseguenze per i residenti nelle aree toccate dal disastro. I possibili rischi per la salute umana derivanti dalla “marea nera” vanno da un banale mal di testa ad una nausea difficilmente controllabile, sino a più serie complicazioni respiratorie. Nella parte sud-ovest della Louisiana i cittadini si sono lamentati di un terribile odore che ha causato “nausee fortissime e bruciori agli occhi” e il ministro della Sanità locale, Alan Levine, ritiene che ciò dipenda dal petrolio nelle acque.

La Enviromental protection agency (EPA) sta monitorando la qualità dell’aria e delle acque nelle zone costiere aggiornando i dati ogni ora sui livelli di ozono e di particelle inquinanti che possono venire disperse dal petrolio causando gravi problemi respiratori in particolare per pazienti sofferenti di disturbi cronici quali asma o patologie polmonari o bronchiali. “Non sappiamo cosa sarà l’impatto sull’ambiente e sulla salute – ha ammesso Dave Barry, portavoce dell’EPA a Dallas – dipende da quale direzione prenderà la marea nera”.

“La qualità dell’aria e sugli effetti sulla salute umana in seguito alla fuoriscita di petrolio dipenderanno da una varietà di fattori tra cui la velocità e la direzione dei venti, e la quantità di esalazioni tossiche”, ha commentato il professore di tossicologia all’università del Texas Jonathan Ward. Intanto comunque le agenzie di salute pubblica di Alabama, Louisiana, Mississippi raccomandano alla gente in caso di odori strani che causino nausea, mal di testa o malessere generale, di chiudersi in casa e accendere l’aria condizionata in modo da assicurare un ricambio interno dell’aria.

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