Verità una, giustizia nessuna

Pisa incontro sulle “morti di stato”
Si è tenuto a Pisa, sabato 24 aprile un incontro dal titolo “Verità una, giustizia nessuna! I familiari incontrano la città” organizzato da varie associazioni e collettivi antifascisti, antirazzisti, antiproibizionisti nonché dai familiari dei morti per mano dello stato sapientemente coordinati tra di loro tramite internet.
L’incontro aveva lo scopo di divulgare le vicende vissute da queste famiglie nei dettagli in quanto spesso dai mezzi di informazione vengono trattati come semplici fatti di cronaca, talvolta addirittura omessi.
Erano presenti entrambi i genitori di Stefano Cucchi geometra di 31 anni, morto il 22 ottobre del 2009 nel reparto carcerario del S. Pertini a Roma. Viene arrestato la notte tra il 15 e 16 ottobre 2009 e dopo un calvario di 8 giorni muore per edema polmonare da trauma. Sul corpo sono state rilevate una vertebra fratturata, una lesione al coccige, presenza di sangue nello stomaco e nell’uretra, lesioni ed ecchimosi nella regione palpebrale e traumi sparsi in tutto il corpo; la mamma di Marcello Lonzi: morto a 29 anni, l’11 luglio 2003. Il suo corpo viene ritrovato in un lago di sangue all’interno del carcere Le Sughere di Livorno. Secondo la giustizia italiana (una sentenza di archiviazione del caso) Marcello sarebbe morto per cause naturali. Le foto nel suo cadavere nel carcere e nell’obitorio mostravano invece chiarissimi segni di un violento pestaggio; la sorella di Giuseppe Uva: morto a 43 anni il 14 giugno del 2008 nell’ospedale di Varese. Fermato dai carabinieri in stato di ebbrezza, viene portato in caserma e pestato per ore. In seguito gli stessi carabinieri richiedono un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e viene portato nel reparto psichiatrico dove morirà poco dopo per la somministrazione di farmaci incompatibili con l’assunzione di alcolici; la mamma di Manuel Eliantonio morto a 22 anni il 25 luglio 2008 nel carcere di Marassi a Genova. Di ritorno con quattro amici da una discoteca viene fermato dalla polizia stradale in un autogrill dell’autostrada Torino-Savona. Tenta la fuga in quanto non in regola con la patente di guida ma viene arrestato e incarcerato. Dopo sette mesi di detenzione per resistenza al pubblico ufficiale, a meno di un mese dal rilascio, muore nel carcere. L’autopsia parla di intossicazione da butano, ma non fa nessun riferimento ai lividi che coprono il corpo martoriato del ragazzo; la mamma di Niki Aprile Gatti, morto il 24 giugno 2008 nel carcere di massima sicurezza di Sollicciano (FI) all’età di 26 anni. Da un anno e mezzo viveva a San Marino dove lavorava come informatico per un gruppo di aziende oggetto di un’inchiesta per truffa telefonica e frode informatica. Nonostante sia incensurato e abbia dichiarato di voler collaborare con la giustizia, viene tenuto in isolamento. Muore dopo soli 5 giorni di detenzione, secondo gli agenti si sarebbe impiccato in bagno con dei lacci di scarpe, durante l’ora d’aria; il papà di Bledar Vukaj che è stato trovato morto il 25 marzo 2003 a Casalmaggiore (Cremona) a 22 anni in circostanze sospette. Ufficialmente caduto da un ponte. Fu ritrovato sul greto del Po con le mani insanguinate portate verso il volto. Di origine albanese, giovane promessa del football americano nella squadra dei Panthers, probabilmente è stato assassinato con evidenti falsificazioni delle autopsie e delle testimonianze dell’incidente; un rappresentante del comitato per Aldo Bianzino, falegname di 44 anni, morto il 14 ottobre 2007 in cella di isolamento nel carcere di Capanne a Perugia. Viene arrestato 2 giorni prima, nella sua casa insieme alla compagna, per coltivazione e detenzione di canapa indiana. Aldo era in buona salute, ma secondo il personale del carcere, sarebbe morto per malattie cardiache e il corpo non portava alcun segno di violenza. L’autopsia richiesta dalla famiglia però rivela che il cadavere presentava chiari segni di lesioni traumatiche non visibili: 4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotti, due costole fratturate. Il cognato di Francesco Mastrogiovanni, morto a 58 anni il 4 agosto 2009 ricoverato da 4 giorni prima in TSO a Vallo della Lucania. Durante tutto il suo ricovero fu alimentato solo con soluzioni fisiologiche, legato al letto per 80 ore in una posizione in cui è compromessa la normale funzione respiratoria, sedato con farmaci antipsicotici, senza essere monitorato dal personale. Ai polsi e alle caviglie recava escoriazione larghe 4 centimetri…continua su Umanità Nova…
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