L’energica forza del nucleare

L’asse radioattivo Berlusconi-Sarkozy
Panoramica internazionale
Febbraio ’09 – Viene firmato l’accordo quadro sul nucleare tra Berlusconi e Sarkozy, all’accordo politico sono stati affiancati due protocolli d’intesa tra le imprese elettriche nazionali, Enel e Edf. Lo scopo finale è quello di arrivare alla costruzione di quattro centrali nucleari di terza generazione, da 1.660 MW l’una, sul territorio italiano usando la tecnologia francese Epr. Enel già partecipa alla realizzazione di un paio di centrali di questo tipo in Francia.
Per il 2020 è previsto l’avvio operativo della prima centrale Epr italiana. In successione partirebbero le altre tre per giungere, entro il 2025, a fornire circa 6.600 MW, la metà della potenza necessaria a coprire, con l’energia nucleare, il 25% dei consumi elettrici entro il 2030.
La cricca nucleare si è, negli ultimi tempi, attivata in diversi paesi. Nel giugno ’09 nell’American Clean Energy and Security Act, presentato con l’obiettivo di ridurre entro il 2020 le emissioni di CO2 nell’atmosfera del 17%, tra le energie pulite è inserita anche quella nucleare. Non ci dobbiamo sorprendere, se a quasi trent’anni dalla costruzione dell’ultima centrale negli Stati Uniti, il presidente Obama ha annunciato (febb.’10) un prestito federale di 8,3 miliardi di dollari per la realizzazione di due nuovi reattori in un impianto della Georgia dichiarando che: “Si tratta solo dell’inizio perché su un tema come la nostra economia, la nostra sicurezza e il futuro del pianeta non possiamo farci paralizzare dal vecchio dibattito tra destra e sinistra, tra ambientalisti e fautori dello sviluppo”.
Del resto che qualcosa si stesse muovendo a livello industriale si poteva intuire dagli accordi di Cooperazione in Materia di Nucleare, siglati lo scorso settembre dal ministro per lo Sviluppo Economico, C. Scajola, ed il segretario statunitense all’Energia, Steven Chu, quando, oltre alle generiche intenzioni finalizzate alla “collaborazione fra le parti sulla ricerca e lo sviluppo, la sicurezza, il ciclo dei rifiuti e la resistenza alla proliferazione dei sistemi per l’energia nucleare per usi civili” il governo italiano ha lasciato una porta aperta agli appalti di cui potrebbero beneficiare gruppi d’oltre Atlantico come General Electric e Westinghouse. Quest’ultima è la “madre” dell’Ap 1000, un reattore di taglia inferiore agli Epr di Enel-Edf, ma ben conosciuto da Ansaldo Nucleare, società di Finmeccanica, che pare già legata con Westinghouse nella costruzione di una centrale in Cina. Questo la dice lunga su come le imprese impegnate nel settore nucleare si organizzino, su scala internazionale, per spartirsi la torta senza esasperare la reciproca concorrenza.
In quest’ottica rientrano anche gli accordi che, tra una barzelletta e l’altra dell’allegra coppia Berlusconi e Putin, sono stati firmati tra l’amministratore delegato di Enel F. Conti e Boris Kovalchuk di Inter Rao Ues, colonna portante della produzione elettrica russa all’interno del gruppo Rosatom (27/04/10).
L’Enel e la Inter Rao Ues dovrebbero lavorare ad una centrale atomica nella regione russa di Kaliningrad.
Per chiudere la panoramica internazionale torniamo all’interno dei confini italici, in ballo ci sono ingenti profitti tanto che è partito da Torino un tour di incontri, organizzati da Confindustria ed Enel, con le imprese che potrebbero essere coinvolte nella realizzazione delle centrali in Italia, progetto per cui Confindustria prevede investimenti complessivi per 30 miliardi di euro…continua su Umanità Nova…
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