Moody’s: a rischio 5 paesi tra cui l’Italia

L’agenzia di rating parla di “potenziale contagio” dei rischi di debito sovrano ai sistemi bancari. Lettera di Merkel-Sarkozy: “Regole più rigide per l’Europa”. Bene collocamento di bond spagnoli

MILANO – Alla luce del recente downgrade delle banche greche, il “potenziale contagio” dei rischi di debito sovrano al sistema bancario potrebbe diffondersi ad altri paesi come Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda e Gran Bretagna.

E’ la posizione di Moody’s Investors Service contenuta in un commento speciale intitolato “Sovereign Contagion Risk”, parte 1, in cui si fa riferimento all’impatto sulle banche dell’Europa meridionale, dell’Irlanda e della Gran Bretagna.

L’agenzia di rating riconosce che le banche di questi paesi hanno di fronte diverse sfide di diverso livello ma avverte che “il rischio di contagio potrebbe diluire queste differenze e rappresentare una minaccia molto reale e comune a tutti”.

“L’Italia è uno dei paesi dove il sistema bancario è stato sino a oggi relativamente robusto”, ma c’è comunque un rischio di contagio se “le pressioni dei mercati sui rating sovrani aumenteranno”, afferma Moody’s.

L’analisi di Moody’s ha provocato una reazione della Banca d’Italia, che esclude che il nostro paese possa essere considerato a rischio. “Il sistema bancario italiano è robusto, il deficit di parte corrente è basso, il risparmio è alto, il debito complessivo di famiglie, imprese e Stato è basso rispetto ad altri paesi, il debito netto nei confronti dell’estero è basso. Tutto ciò rende il caso dell’Italia diverso da quello di altri aesi”,  ha affermato una fonte della banca centrale.

Intanto, con una lettera congiunta, la cancelliera tedesca Merkel e il presidente francese Sarkozy chiedono di difendere la zona euro che rischia di essere messa in pericolo dalla minaccia di un allargamento della crisi greca a Portogallo e Spagna. Berlino e Parigi chiedono anche “sanzioni più efficacì per gestire crisi come quella della Grecia” e regole più rigide per la governance economica europea.

Da registrare anche che il governo spagnolo ha collocato bond a 5 anni per 2,345 miliardi di euro a un tasso medio del 3,532%. Anche se il tasso è più alto di quello del 2,81% del marzo scorso, quando ha piazzato titoli pubblici per 4,5 miliardi di euro, un buon segnale è che la domanda è stata di 5,522 miliardi. Quello di oggi è il primo grosso collocamento dopo il taglio del rating da parte di Standard & Poor’s.

La Repubblica

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