“Mi hanno pestato in caserma” ancora calci e pugni dagli agenti

In caserma l’indagato sarebbe stato denudato e perquisito, portato nel bagno, insultato e pestato: colpito “con calci e pugni”. “E’ stato subito trattato come un terrorista.” L’accusa ai vigili è di A.C., nato a Cento 32 anni fa, e residente a Pieve di Cento. L’uomo ha anche presentato perizie mediche sulle ferite. I vigili lo accusano di resistenza e lesioni.  FOTO I lividi sul corpo
PIEVE DI CENTO. Per gli agenti della Polizia municipale di Reno Galliera è un automobilista che ha reagito con le botte ad un controllo, per lui invece solo loro gli aguzzini: i vigili urbani. «Mi hanno portato in caserma e mi hanno pestato», è scritto nella querela consegnata al pm.

Così quella che avrebbe dovuto essere una denuncia per resistenza e rifiuto di sottoporsi ad accertamenti sullo stato psicofisico del conducente dell’auto si è trasformata negli ultimi giorni in un nuovo possibile caso di abusi ad opera di pubblici funzionari cui è stato affidato il compito di far rispettare leggi e regolamenti. La storia è approdata in procura (il magistrato competente è Barbara Cavallo) un paio di giorni fa e deve ancora, quindi, essere valutata dagli inquirenti. La cautela è d’obbligo e i fatti al centro delle indagini sono al momento posizionati in segmenti diversi del loro percorso giudiziario.

La denuncia contro A.C., 32 anni, nato a Cento, comune nel quale ha anche lavorato, ma residente a Pieve, ha già passato il vaglio delle indagini preliminari ed è giunta ad un passaggio cruciale: la notifica dell’atto con cui il pm informa le parti dell’avvenuta conclusione dell’inchiesta. Le accuse di A.C. rivolte ad alcuni agenti della polizia municipale di Reno Galliera, che accorpa il servizio di alcuni Comuni del Bolognese tra cui Pieve di Cento, sono contenute in una memoria-querela con la quale la difesa dell’i ndagato, rappresentata dall’avvocato Massimo Bissi, chiede al pm di svolgere accertamenti e di indagare su specifici fatti. Un input, al momento, nulla di più. La vicenda risale al pomeriggio del 24 marzo scorso, mentre A.C. stava percorrendo via Ponte Nuovo, a Pieve, provenendo da Cento. Giunto all’altezza di via Iº maggio l’u omo ha svoltato poco prima di incrociare una pattuglia della polizia municipale di Reno Galliera. A.C. sarebbe stato quindi inseguito dalla pattuglia, lampeggianti accesi, e fermato. I vigili eseguono il controllo, ma secondo la loro versione l’uomo si sarebbe opposto innescando una sorta di colluttazione. Nello scontro due agenti restano contusi: uno al polso, l’altro al polso e alle spalle. Si tratta di ferite lievi, guaribili in tre giorni. Ma sono sufficienti per contestare al conducente del veicolo la resistenza a pubblico ufficiale e le lesioni. Il trentaduenne di Pieve deve anche rispondere di guida sotto l’effetto di stupefacenti: non avrebbe accordato infatti il consenso al test previsto da una norma del codice della strada, il che comporta comunque una denuncia…continua su La nuova Ferrara…

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