Grecia: Repressione antianarchica

In un raid notturno del reparto antiterrorismo della polizia greca, sono stati arrestati sei anarchici greci, con l’accusa di appartenere al gruppo rivoluzionario Epanastatikos Agonas (E.A., Lotta Rivoluzionaria). Si tratta di noti militanti del movimento anarchico greco:
– Nikos Maziotis, 39 anni, già condannato in passato con l’accusa di aver piazzato una bomba che non era esplosa, e per aver rifiutato il servizio militare di leva (obbligatorio in Grecia)
– Panagiota Rupa, 41 anni, compagna di Maziotis, incinta al 7° mese di gravidanza
– Evaggelos Stathopoulos, 32 anni,
– Evaggelos Gurnas , 30 anni,
– Sarandos Nikitopoulos, 32 anni
– Cristoforos Kortesis, 31 anni
Dopo l’operazione, è scattato il meccanismo di propaganda dei mass media greci, con la divulgazione di notizie ufficiali e ufficiose (in realtà comunicati stampa e ”fughe di notizie” della polizia), molte delle quali contraddittorie e facilmente smentibili:
– sono state presentate alcune foto di bossoli di proiettili che, secondo la polizia, sarebbero state scattate mesi fa, subito dopo che un pedinamento avrebbe fatto trovare i presunti “terroristi” ad esercitarsi al tiro a segno con fucili da guerra in un area deserta. In realtà, come è stato pubblicato in Athens Indymedia, scaricando le foto dal sito della polizia, dai metadata delle foto, chiunque può vedere che sono state scattate il giorno dopo gli arresti. La gaffe, oppure un raro caso di etica personale e di coscienza professionale, pare sia stata il principale motivo delle dimissioni presentate nella stessa giornata dal direttore della polizia scientifica, gen. di brig. Alexopoulos, ritirate pochi giorni dopo.
– secondo il giornale “To vima” (centrosinistra, di proprietà del gruppo editore “DOL”, alleato tradizionale del partito che si trova al governo in questo momento) pare che nei mesi precedenti, dopo le pressioni del ministro della giustizia e della CIA, sarebbero stati allontanati tutti gli ufficiali dell’antiterrorismo sostenenti l’estraneità di Maziotis al E.A., che avevano mostrato foto scattate nelle stesse date degli attentati e che lo ritraevano in posti molto lontani (per esempio durante l’esplosione della bomba piazzata nell’edificio della Borsa Valori di Atene, Maziotis, sostennero, lavorava nell’ isola di Kithyra) e nonostante fosse sotto controllo continuo negli ultimi 6 anni (pare che abbia litigato con gli agenti che lo pedinavano durante il funerale del padre). Conferma del continuo controllo di Maziotis viene data anche dall’ex Ministro della Sicurezza Pubblica (ed ex magistrato), Ch. Markogiannakis, il quale ha detto che durante il suo servizio lo aveva fatto controllare, continuamente, dai servizi segreti, con esiti sempre negativi.In un raid notturno del reparto antiterrorismo della polizia greca, sono stati arrestati sei anarchici greci, con l’accusa di appartenere al gruppo rivoluzionario Epanastatikos Agonas (E.A., Lotta Rivoluzionaria). Si tratta di noti militanti del movimento anarchico greco:
– Nikos Maziotis, 39 anni, già condannato in passato con l’accusa di aver piazzato una bomba che non era esplosa, e per aver rifiutato il servizio militare di leva (obbligatorio in Grecia)
– Panagiota Rupa, 41 anni, compagna di Maziotis, incinta al 7° mese di gravidanza
– Evaggelos Stathopoulos, 32 anni,
– Evaggelos Gurnas , 30 anni,
– Sarandos Nikitopoulos, 32 anni
– Cristoforos Kortesis, 31 anni
Dopo l’operazione, è scattato il meccanismo di propaganda dei mass media greci, con la divulgazione di notizie ufficiali e ufficiose (in realtà comunicati stampa e ”fughe di notizie” della polizia), molte delle quali contraddittorie e facilmente smentibili:
– sono state presentate alcune foto di bossoli di proiettili che, secondo la polizia, sarebbero state scattate mesi fa, subito dopo che un pedinamento avrebbe fatto trovare i presunti “terroristi” ad esercitarsi al tiro a segno con fucili da guerra in un area deserta. In realtà, come è stato pubblicato in Athens Indymedia, scaricando le foto dal sito della polizia, dai metadata delle foto, chiunque può vedere che sono state scattate il giorno dopo gli arresti. La gaffe, oppure un raro caso di etica personale e di coscienza professionale, pare sia stata il principale motivo delle dimissioni presentate nella stessa giornata dal direttore della polizia scientifica, gen. di brig. Alexopoulos, ritirate pochi giorni dopo.
– secondo il giornale “To vima” (centrosinistra, di proprietà del gruppo editore “DOL”, alleato tradizionale del partito che si trova al governo in questo momento) pare che nei mesi precedenti, dopo le pressioni del ministro della giustizia e della CIA, sarebbero stati allontanati tutti gli ufficiali dell’antiterrorismo sostenenti l’estraneità di Maziotis al E.A., che avevano mostrato foto scattate nelle stesse date degli attentati e che lo ritraevano in posti molto lontani (per esempio durante l’esplosione della bomba piazzata nell’edificio della Borsa Valori di Atene, Maziotis, sostennero, lavorava nell’ isola di Kithyra) e nonostante fosse sotto controllo continuo negli ultimi 6 anni (pare che abbia litigato con gli agenti che lo pedinavano durante il funerale del padre). Conferma del continuo controllo di Maziotis viene data anche dall’ex Ministro della Sicurezza Pubblica (ed ex magistrato), Ch. Markogiannakis, il quale ha detto che durante il suo servizio lo aveva fatto controllare, continuamente, dai servizi segreti, con esiti sempre negativi…continua su Umanità Nova…

Poliziotti alla sbarra

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