Da Global Business a Nardi e Acs la metalmeccanica perde posti

Mobilità per i 48 dipendenti dell’azienda che fa ruote per la Fiat. Sciopero alla Findus ceduta da Unilever: a Cisterna tremano in 600. Non si presenta l’acquirente russo della Legler: mille posti a rischio nel Nuorese. Più cig nei cantieri navali, da Genova a Messina

ROMA – “Tutti gli indicatori ci dicono che la crisi è terminata. Ora il compito che ci attende è quello di tornare ai livelli del 2008 e per fare questo ci vuole tempo. La sfida è accelerare la ripresa per tornare ai livelli a cui eravamo”. Lo diceva il 26 aprile il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.
“In questo momento a Roma ci sono 250mila persone tra disoccupati, cassintegrati, in cerca di occupazione in mobilità e a partita iva. E’ una situazione grave che richiede risposte serie”. Lo ha detto il 24 aprile il segretario della Cgil del Lazio, Claudio Di Berardino. Il bicchiere del ministro è mezzo pieno perché tiene conto dei segnali di ripresa del mercato e dell’umore conseguente delle imprese; quello del sindacalista è mezzo vuoto perché considera le difficoltà attuali dei lavoratori moltiplicate per il “tempo necessario per tornare ai livelli del 2008”.

Nella realtà, i dati Istat di marzo (disoccupazione all’8,8% e in salita rispetto a febbraio; 367mila occupati in meno in un anno) dicono che la coda della crisi continua a condizionare le scelte a breve delle aziende e ad avere conseguenze drammatiche sulle famiglie. Sarà un caso, ad esempio, ma è tornato in auge il Monte dei pegni: +20% a Milano, +10% a Roma, +12% la media nazionale (fonte agenzia Adnkronos); nell’80% dei casi, la gente non riesce a riscattare il bene dato a garanzia del prestito. Il quarto punto settimanale di Repubblica.it sulle “piccole crisi senza importanza”, quelle che non arrivano sulla ribalta dei media nazionali, comincia con una notizia “buona”: il ritiro dei licenziamenti alla Fini compressori di Zola Predosa.

1/ DA ITALTEL A TELEPERFORMANCE
2/ DALLA FINI A BADONI COSTA
3/ DA ALENIA E BASELL ALLA ELECTROLUX

Venerdì 23 aprile – Alla Regione Emilia Romagna, al termine di una maratona di incontri, viene siglata l’intesa che evita i 108 licenziamenti alla Fini compressori di Zola Predosa (Bologna). L’azienda si impegna a investire nella riorganizzazione dello stabilimento dando occupazione piena a 119 lavoratori. Per gli altri scatta la cassa integrazione in deroga (6 mesi), poi quella speciale fino a un massimo di 30 mesi. La cig è senza rotazione e senza integrazione di salari a carico dell’azienda; i lavoratori in cig potranno integrare il reddito attraverso percorsi di formazione (fino a un massimo di 600 euro al mese). Gli incentivi per chi accetta di uscire partono da 5mila euro. L’intesa passa all’esame dell’assemblea dei lavoratori, ma intanto divide i sindacati. Le Rdb ritengono che la perdita dei 108 posti di lavoro sia solo rinviata alla fine della cigs…continua su La Repubblica…

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