Banca mondiale e accaparramento delle terre

di Luis Hernández Navarro
Terra, acqua e semi sono, insieme alle conoscenze contadine e la manodopera, i fattori centrali nella coltivazione degli alimenti ed i pilastri della produzione contadina. E sono, da decenni, il campo di forte disputa tra i grandi agroalimentari e le famiglie rurali. Mentre le multinazionali cercano di privatizzarli e accaparrarsene, le famiglie contadine cercano di mantenerli come beni comuni.
Uno degli assalti più recenti nella battaglia tra contadini e multinazioni, si libera intorno alle terre, i territori indigeni e le comunità rurali. Governi potenti, fondi d’investimento e transnazionali dell’alimentazione, i trasporti, e l’industria chimica e farmaceutica stanno affittando o comprando decine di milioni di ettari di terreni fertili, molti irrigati, in Asia, Africa e America Latina per la produzione di biocarburanti e alimentari a scapito degli agricoltori.

Secondo un documento di Oliveer De Schutter, oratore speciale sul diritto all’alimentazione della ONU, tra 15 e 20 milioni di ettari di terre agricole dei paesi in via di sviluppo sono state oggetto di transazioni e negoziazioni con investitori esteri dal 2006. Questo equivale- in base a quanto dice De Schutter- alla superficie totale delle terre agricole in Francia o la quinta parte delle terre agricole dell’UE. Rappresentano anche la decima parte del territorio del Messico o l’80% dello Stato di Chihuahua.

L’obiettivo di questa concentrazione di terre arabile è di controllare la produzione mondiale di alimenti, attraverso investimenti speculativi che cercano facili guadagni. Per alcune nazioni arabe, così come per la Cina ed il Giappone, si tratta, inoltre, di avere garantita la quantità di cibo e delle risorse forestali per le loro popolazioni ed industrie.

Le corporazioni hanno negoziato concessioni economiche a lungo termine per stabilire piantagioni agricole e la produzione di biocarburanti, gomma e olio. In zone costiere, la terra e le risorse marittime e idriche sono vendute, affittate e concesse ad investitori turistici a discapito delle comunità costiere e dei pescatori.

Questo nuovo processo di espropriazione delle terre ha trovato nella BM un nuovo e potente alleato.

L’istituto finanziario multinazionale promuove sette principi per rendere questi investimenti di successo. La loro idea-forza centrale è di ottenere un accaparramento delle terre socialmente accettabile. (Vedi: “Principles for Responsible Agricultural Investment that Respects, Livelihoods and Resources”:www.donorplatform.org/component/option,com_docman/task,doc_view/gid,1280)

I presupposti fondamentali contenuti in sette principi si possono riassumere in:…segue su Voci dalla Strada…

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