Grecia, il piano di austerity “lacrime e sangue” del governo

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Stipendi, pensioni baby e “zitelle d’oro”, all’ombra del Partenone finisce il Bengodi. Le tasse saranno aumentate e l’Iva, già ritoccata dal 19 al 21%, dovrebbe salire al 23%

ATENE – La Grecia si prepara a un fine settimana destinato a cambiare per sempre la vita dei suoi cittadini. La delegazione Ue-Fmi-Bce ha lavorato anche ieri fino a tarda notte con il governo di Giorgos Papandreou per mettere a punto il drastico piano di austerity necessario per sbloccare i 45 miliardi di aiuti di Bruxelles e Washington. Una terapia d’urto da 20-25 miliardi tra tagli alle spese e nuove entrate presentata in mattinata a imprenditori e sindacati che – con gran sollievo dei mercati – non sembrano intenzionati per ora ad alzare barricate: “Capiamo le esigenze del governo anche se ci ha sottoposto un accordo blindato – ha detto sotto gli alberi carichi d’aranci della residenza di Papadreou Iòlias Iliopoulos, numero uno di Adedy, sigla dei dipedenti pubblici – . Noi cercheremo di ridurre al minimo l’ingiusta sofferenza della gente”.

Prudenti anche i rappresentanti del Gsee, il sindacato del settore privato che con il suo sciopero del 5 maggio sarà il primo termometro del malcontento per un piano che chiederà ai greci di lavorare di più (spostando in avanti l’età pensionabile) e guadagnare di meno (il taglio agli stipendi pubblici sarà superiore al 20%) pagando più tasse, visto che l’Iva – già ritoccata dal 19 al 21% – dovrebbe salire al 23%.

La tregua è solo apparente: già ieri sera oltre 500 manifestanti hanno cercato di forzare i blocchi e la polizia ha dovuto sparare lacrimogeni. Anche per questo Papandreou è intenzionato a forzare i tempi. Il consiglio dei ministri, fissato per venerdì prossimo, potrebbe essere anticipato, forse già a domenica o lunedì, per varare il pacchetto. Ventiquattro ore dopo il Parlamento darà l’ok alla cura lacrime e sangue, precondizione posta da Merkel & C. per girare ad Atene entro il 19 maggio i 9 miliardi necessari per evitare il default. “Questa non è solo una grande riforma, è una rivoluzione – dice Papandreou – . Paghiamo i nostri errori, sappiamo che ci sarà da soffrire. Ma questa crisi deve essere l’opportunità di trasformare la Grecia in una nazione trasparente, moderna e affidabile”…continua su La Repubblica…

Grecia, la politica prigioniera dell’economia

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