Bologna – Breve resoconto e volantino sull’iniziativa anti-cie agli uffici del giudice di pace

Da un breve resoconto fornitoci dalle compagne e dai compagni presenti all’iniziativa contro il ruolo dei giudici di pace nella macchina della detenzione ed espulsione dei migranti “irregolari”, apprendiamo che in seguito all’intervento della polizia i partecipanti sono stati tenuti in stato di fermo dalle 11 alle 15 davanti alla sede degli Uffici del Giudice di Pace. Avrebbero voluto denunciarli per interruzione di servizio pubblico ma alla fine le accuse si sono “limitate” alla manifestazione non autorizzata. Dopo una perquisizione generale, hanno sequestrato volantini, megafono e striscioni, ma in fondo hanno fatto sì che l’iniziativa riuscisse meglio del previsto con una forte visibilità in strada. Seguirà un comunicato più dettagliato a breve, intanto alcuni testi inerenti la giornata.

Testo del volantino affisso e distribuito:

CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE, UN ABOMINIO MODERNO

I Cie (ex Cpt), istituiti in Italia nel 1998, sono centri di reclusione per immigrati senza il permesso di soggiorno. Essendo i Cie luoghi in cui le persone vengono rinchiuse per reati amministrativi hanno le medesime “ragioni giuridiche” dei Lager nazisti.
Sono pieni di esseri umani senza un documento da far valere e per questo rinchiusi, sequestrati dallo Stato italiano. Colpevoli di aver provato a cambiare vita, colpevoli di aver cercato una via d’uscita dalla guerra, dalla fame. Utilizzati per alimentare l’ossessione securitaria attraverso la propaganda leghista che li dipinge come nemici dei bravi cittadini italiani. Necessari quando c’è da lavorare sodo per salari da schiavi e poi costretti a sparire nel nulla quando non servono più.
La gestione di questi centri di detenzione vergognosi è nelle mani di associazioni che si spacciano come caritatevoli, la C.R.I. e la Confraternita delle Misericordie in primis, ma anche di Cooperative aderenti alla Lega Coop. Lucrano, lucrano tanto se si pensa che per ogni recluso entrano fino a 72 euro al giorno. A fronte di questa notevole sommetta, i gestori dei centri forniscono cibo scarsissimo, pasta in bianco o al pomodoro ogni giorno della settimana, e spesso avariato, letti in cemento con materassi di plastica, freddo d’inverno e caldo asfissiante d’estate. In compenso non mancano gli psicofarmaci, aggiunti anche nel cibo, per mantenere zitti e calmi i cosiddetti “ospiti”.
Non esistendo disposizioni chiare che regolino la condotta dentro i Cie, l’arbitrio e l’abuso sono all’ordine del giorno. Tanto che i reclusi che hanno sperimentato anche il carcere lo preferiscono!
Il materiale sulla situazione delle/degli immigrati rinchiusi nei Cie ormai è abbondante e basta averne voglia per trovarlo un po’ ovunque, a volte persino sui media ufficiali. Non ci sono scusanti per non intervenire, e l’indignazione per quanto accaduto nei lager nazisti espresse in dichiarazioni accorate tipo “come è potuto succedere?” o “mai più dovrà ripetersi!” puzzano di grave ipocrisia quando si chiudono gli occhi sul trattamento che oggi viene riservato a chi arriva in questo paese da terre lontane per sfuggire a guerre, persecuzioni e fame…continua su Indymedia Lombarida…

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