Msf contro il sistema dei tg “Più tempo per i saldi che per la fame”

L’organizzazione pubblica il volume “Le crisi umanitarie dimenticate dai media”: le notizie di costume valgono il doppio di quelle su malnutrizione, epidemie e guerra

Tre anni fa, era il 26 giugno, Mirka Brzezinski, stava conducendo “Morning Joe”, un programma della Msnbc,  celebre rete statunitense. Ad un certo punto, tutti si accorsero che la bella e famosa anchorwomen non stava più leggendo sul “gobbo”. Cominciò infatti a protestare dicendo che la notizia sulla scarcerazione di Paris Hilton non l’avrebbe letta. Urlò che era inaccettabile che la scaletta del Tg la prevedesse d’apertura, addirittura prima di quella sulla rottura clamorosa dei rapporti fra un senatore repubblicano e Gorge W. Bush, a proposito della guerra in Iraq. Finì sui giornali e le tv di tutto il mondo, anche se in molti pensarono  –  forse non a torto  –  che si trattò solo di una furba messa in scena.

L’episodio, tuttavia, mise comunque in evidenza un problema: che il sistema globale dell’informazione sembra sempre più narcotizzato e vittima di meccanismi che cancellano palesi priorità e sconvolgono gerarchie di valori. Tutto in ossequio ad un’audience, tenuta sotto controllo dai potenti “sensori” della pubblicità.

Il libro delle testimonianze. Medici Senza Frontiere (MSF) presenta oggi il nuovo rapporto annuale  “Le crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2009” e, per la prima volta, assume la forma di un libro (Marsilio Editori), costruito con diverse testimonianze del mondo accademico-scientifico e di giornalisti, compresa quella del collega Daniele Mastrogiacomo sulla Repubblica Democratica del Congo, dove è stato varie volte come inviato.

Un patriottismo angusto. C’è un dato, prima di tutto, che emerge e svela gli angusti orizzonti nei quali si muove l’informazione in Italia: e cioè che è solo la riconducibilità a persone residenti nel nostro Paese o, al massimo a cittadini occidentali, che rende pubblicabile una notizia. L’analisi evidenzia infatti un dato stabile: le notizie sulle crisi umanitarie nel 2009 sono state il 6% del totale (5.216 su 82.788), numero identico a quello del 2008 (6%), ma sempre in linea con il calo di attenzione prestato alle aree di crisi in questi anni (il 10% nel 2006 e l’8% nel 2007). Il livello di attenzione nei TG – strumenti di formazione delle opinioni per circa il 70% dei residenti in Italia – con meno di un decimo di notizie dedicate alle crisi, non dà segni di miglioramento nemmeno nel 2009…continua su La Repubblica…

VIDEO: La top 10 delle crisi umanitarie

Servizio fotografico


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