La marcia su Washington dei pistoleri nemici di Obama – Le milizie di destra gridano “Dio, patria e fucile”

Protestano anche contro la riforma sanitaria e le politiche ambientali. Il leader è Daniel Almond. Fa l’agente immobiliare ad Atlanta dopo tre periodi al fronte

NEW YORK – Con i kalashnikov a tracolla bene in vista, le tute mimetiche, il cranio rasato. Giovani atletici e muscolosi o uomini di mezza età col fisico da palestra. Non erano marines schierati per proteggere la capitale federale: c’era anche qualche pancione gonfio di birra, e un plotone di casalinghe. Erano i “cittadini in armi”, venuti ad assediare Washington. Con un arsenale di guerra caricato sui pullman e i Suv. Le milizie dell’estrema destra hanno marciato sulla capitale in difesa di un diritto ad armarsi  –  quello sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione  –  che nessuno osa negargli. Lo hanno fatto a due passi dalla Casa Bianca.

“Siamo in guerra”, ha urlato nel comizio Larry Pratt, presidente dei Gun Owners of America (associazione di proprietari d’armi). E indicava quelli là: Barack Obama, il Congresso, i democratici. “Siamo in guerra e il campo avversario lo sa di essere in guerra, perché l’hanno cominciata loro. Stanno per venire a prenderci la nostra libertà, i nostri soldi, i nostri figli, i nostri beni. Vogliono tutto, sono una banda di socialisti”.
Hanno scelto ieri perché era l’anniversario dei primi scontri armati nella guerra d’indipendenza. L’epopea della liberazione degli Stati Uniti dal giogo coloniale inglese. È in quegli eventi che ha radici la Costituzione americana. Compreso il diritto dei cittadini ad armarsi, retaggio di un’epoca in cui le “milizie” erano tutt’altra cosa: guerriglieri contro un’occupazione straniera. È il mito tenuto in vita nell’immaginario dell’estrema destra americana, l’allucinazione che vede nel governo federale di Washington un oppressore totalitario. Contro il quale la legittima difesa consente tutto. “Venite a prendercele se avete il coraggio”, era la sfida su alcuni cartelli dei manifestanti…continua su La Repubblica…

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