L’Aquila, c’è un terremoto di cui non si parla. Si chiama disoccupazione

C’è un altro terremoto, nell’Aquilano, sconosciuto ai più: quello del lavoro, della cassa integrazione, di aziende che chiudono, di attività artigianali e commerciali e di piccole e medie imprese che dal 6 aprile 2009 non hanno proprio riaperto. Non servono interpretazioni, le cifre bastano da sole a far tremare i polsi. Sono 25 mila i posti di lavoro persi nel 2009 in tutto l’Abruzzo (il dato più alto d’Italia). La situazione all’Aquila è drammatica: sette milioni le ore di cassa integrazione dell’anno scorso, migliaia i posti di lavoro andati in fumo, con famiglie dove spesso restano disoccupati moglie e marito. In quella che il Censis ha definito una “città-fantasma”, ridotta all’osso anche nei suoi abitanti, l’economia e il mercato locale sono al collasso.

Il segretario della CGIL Abruzzo Gianni Di Cesare, ad un anno dal terremoto, traccia un bilancio. E la fotografia che emerge è tragica. Mancano interventi e prospettive per la ripresa. “La Regione Abruzzo – afferma il sindacalista – non ha fatto nessuna legge e non ha dato nessuna linea nel post-terremoto ma ha rimodulato i fondi FAS per le aree sottosviluppate e i fondi europei con un nuovo capitolato. Si tratta di qualche milione di euro”. Ma la crisi del 2009-2010, amplificata a livelli esponenziali dalle conseguenze del terremoto e dall’assenza di misure idonee, viene da lontano ed è preesistente al sisma…continua su Politicambiente…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: