Catanzaro, sgomberati senza fissa dimora e nomadi

L’ennesima iniziativa della Polizia Municipale del capoluogo per sgombrare nomadi e cittadini senza fissa dimora nel quartiere marinaro, nell’area della Stazione ferroviaria, l’ex mercato e all’interno della Pineta di Giovino.

E’ cominciata nella prima mattinata odierna, praticamente all’alba, l’ennesima iniziativa della Polizia Municipale del capoluogo per sgombrare nomadi e cittadini senza fissa dimora nel quartiere marinaro.
Sgomberati, infatti, a seguito delle tante segnalazioni dei cittadini residenti nell’area della Stazione ferroviaria, l’ex mercato del quartiere marinaro, da diversi mesi occupato da cittadini senza fissa dimora e trasformato in una vera e propria discarica a cielo aperto.
Successivamente, la Polizia Municipale ha effettuato l’ennesimo sgombero di nomadi all’interno della Pineta di Giovino diffidando gli stessi dall’occupare abusivamente spazi pubblici all’interno della nostra Città.
Presenti, durante gli sgomberi, il consigliere comunale Eugenio Riccio, delegato politiche della Sicurezza del Comune di Catanzaro, nonché i consiglieri circoscrizionali Massimo Scarfone ed Antonio Franco che, a piu’ riprese, si sono fatti portavoce delle giuste lamentele dei cittadini del quartiere marinaro.
Soddisfazione, per l’iniziativa della Polizia Municipale, è stata espressa dal sindaco Rosario Olivo che ha ringraziato telefonicamente tutti gli agenti operanti nonché il colonnello Gallo ed i maggiori Cellini e Tarantino.
Lo sgombero dell’ex mercato ha reso necessario l’intervento del personale “Aimeri” che, coordinato dal capo squadra Carmine LIA, ha effettuato la bonifica dello stabile. Presente, inoltre, l’ing. Aldo Mauro, dirigente del settore “Ambiente ed Igiene” del Comune di Catanzaro.
“Nei prossimi giorni – ha precisato il consigliere Eugenio Riccio – proporrò al Sindaco di valutare l’ipotesi di abbattere l’ex mercato di Lido. Certamente l’amministrazione si dovrà far carico di bonificare l’area circostante l’ex mercato verificando se ci sono gli estremi per abbattere le “baracche” a ridosso del muro di cinta che delimita lo scalo ferroviario”.

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