25 aprile 2010. Oggi il fascismo ha il volto della Lega

25 aprile antirazzista ed antileghista

Oggi il fascismo ha il volto della Lega: dalle squadracce alle ronde, dalle camice nere alle camicie verdi, dalle leggi razziali a quelle razziste, da ebrei e rom a immigrati e rom.
La musica è sempre la stessa.
Come la Resistenza

Alla vigilia dello scorso 25 aprile davanti alla sede della Lega apparve un fantoccio con la faccia di Borghezio appeso a testa in giù, come Mussolini a piazzale Loreto. Manifesti analoghi furono affissi in città. Un gesto simbolico per mostrare che il fascismo è al governo e in parlamento.

Per quell’episodio due anarchici della FAI di Torino sono stati rinviati a giudizio – si va in aula il 18 giugno – per minacce e diffamazione nel confronti di Borghezio.

Borghezio è uno dei volti del fascismo di oggi. Uno che disinfettava le carrozze dei treni dove viaggiavano ragazze africane, lo stesso che diede fuoco ad un ricovero per senzatetto rumeni sotto il Ponte Mosca. Lo scorso anno in Francia, ad un convegno dell’estrema destra europea, credendosi a microfoni spenti Borghezio diceva ai suoi camerati neofascisti che “occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. È un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera … ma, dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”. In Francia ne discussero TV e giornali. In Italia pochissimi ne hanno parlato. E chi oserebbe? Il ministro dell’Interno è il leghista Maroni. I fascisti sono al governo nel nostro paese.

I nostri due compagni sono accusati di aver minacciato e diffamato Borghezio.

Sono accusati di aver detto e scritto che Borghezio è un fascista ed un razzista.

Sono accusati di aver voluto ricordare, alla vigilia del 25 aprile, che la Lega Nord è il fascismo che torna, che il fascismo non è morto in quel lontano aprile quando i partigiani combattevano e morivano per la libertà e per la giustizia sociale. Senza se e senza ma.

Oggi il fascismo colpisce ogni giorno.

I CIE, centri per immigrati senza carte, stanno trasformandosi nei lager del nuovo secolo. Sono le galere che lo Stato italiano riserva a quelli che non servono più. I muri che rinchiudono i migranti, sono intrisi del dolore di uomini e donne che vi assaggiano processi lampo, soprusi, pestaggi, umiliazioni, stupri.

Il diritto legale di vivere nel nostro paese è riservato solo a chi ha un contratto di lavoro, a chi accetta di lavorare come qui nessuno più era obbligato a fare. Oggi i migranti, con permesso o in nero, sono i nuovi schiavi di quest’Europa fatta di confini e filo spinato. Gente la cui vita vale poco o nulla.

È scritto nelle leggi. Leggi razziste.

Ma a quelli come Borghezio non bastano certo. Il loro appetito assassino è insaziabile. Ogni giorno, ogni ora, qualcuno muore in mare, inghiottito dalle norme che impediscono la libera circolazione degli individui. Quelle leggi che la Lega Nord vorrebbe sempre più dure, sempre più feroci. Campi di concentramento e deportazioni non sono ricordo di un infame passato ma sono nelle nostre città, a pochi metri dai giardinetti dove giocano i nostri figli.

Contro il razzismo di Stato non basta la testimonianza, non basta l’indignazione. Bisogna mettersi in mezzo: contrastare retate e deportazioni, rifiutare ronde e militari in strada, sostenere chi lotta nei CIE, chi sciopera contro la schiavitù legale, chi cerca di scavalcare i muri e buttare giù le barriere.

Ribellarsi è giusto, l’indifferenza è complicità.

L’Italia è in guerra. Come ai tempi di Mussolini. Quelli come Bossi, Maroni, Borghezio sono fatti della stessa pasta.

E gli anarchici, oggi come allora, finiscono in tribunale.

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