Grecia: Nessuna pace, per lo stato e il terrorismo mediatico!

Gli uffici dell’Unione degli Editori dei Quotidiani di Atene” (ESIEA) sono stati occupati dalle 13.30 alle 16.00 dai compagni per esprimere la loro indignazione contro quel che hanno scritto i media rispetto ai 6 anarchici arrestati.
Dal primo momento in cui è spuntata fuori questa storia, i media hanno cercato con pervicacia di tratteggiare l’immagine del duro, di terroristi senza scrupoli, cercando -malgrado l’assenza di qualsiasi prova- di convincere che i 6 abbiano fabbricato ogni ordigno esplosivo o incendiario degli ultimi dieci anni.  Essi sono stati sostanzialmente presentati come i coordinatori di tutte le organizzazioni terroristiche greche. I loro nomi e le fotografie sono stati pubblicati illegalmente dai media, ancor prima che venissero forniti dalla polizia (!).
Più di 200 compagni hanno partecipato all’occupazione, hanno volantinato e steso uno striscione con la seguente scritta: “Tolleranza zero per la repressione di Stato”.

Questo il comunicato:

“Questa occupazione degli uffici dell’Unione degli Editori di Quotidiani di Atene” -sindacato presieduto dal servizio di sicurezza della polizia del giornalista fantoccio Panos Sobolos- da parte di oltre 200 compagni, è stata organizzata in risposta allo spettacolo terrorista che i mass media hanno avidamente presentato nei giorni scorsi sull’arresto dei compagni, che sono accusati di essere membri di “Lotta Rivoluzionaria”. Un “caso” senza alcuna prova, socialmente sostenuto esclusivamente dalla versione dello Stato, che si ripete parola per parola nei notiziari e nei quotidiani. Una versione di Stato che dopo la rivolta di dicembre cerca d’incriminare gli anarchici su basi legali, morali ed ideologiche (quelle su cui si basano le istituzioni). Legalmente-senza legge (o fuorilegge), morale-vile, ideologicamente-fascisti: è su questa base che, l’assalto ideologico e repressivo e la conseguente criminalizzazione, si sviluppa.
La campagna di contro-rivolta dello Stato e l’escalation dei media, insieme ala lotta per la liberazione sociale e individuale, la solidarietà e l’altruismo, l’auto-organizzazione delle nostre azioni e della nostra vita quotidiana. Soprattutto in tempi di dura offensiva antisociale e di saccheggio in profondità della società da parte dell’élite politica ed economica.

Fonte: Indymedia

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