Lotta dura con il sorriso

Dar fondo alla creatività, partendo da quelle esperienze che già stanno sperimentando forme nuove e creative di lotta per trarne idee e suggestioni.
A colloquio con un gruppo aderente alla rete internazionale Rhythms of Resistance. L’esperienza dello scorso dicembre a Copenaghen durante/contro il summit sul clima.

Insoddisfazione, incapacità nel comunicare, reiterazione infinita di ciò che è già stato fatto e detto, incomprensioni e divisioni date da diversi modi di concepire la lotta, noia, mancanza di incisività… Questi e molti altri sono i problemi che sempre di più affliggono il cosiddetto “movimento” oggi.
Per questo ci si chiede da più parti se non sia giunto il momento di fare una rivisitazione delle pratiche in quanto, il mondo circostante e l’immaginario, sono cambiati e mutano incessantemente di giorno in giorno.
Sembra necessario riprendere un’analisi dell’esistente per svecchiare modelli e concetti e dar fondo alla creatività che abbiamo, per ricreare nuove pratiche che stravolgano i codici ormai fossilizzati della lotta. Non per sostituire consuetudini funzionanti e ormai affermate ma per creare attitudini nuove e sempre rinnovabili, per spiazzare ed essere imprevedibili e per ribadire una accettazione della molteplicità delle pratiche utilizzate ad un unico scopo sovversivo.
Si vorrebbe tentare di avviare un ragionamento attorno a questo tema partendo da quelle esperienze che già stanno sperimentando forme nuove e creative di lotta per trarne idee e suggestioni, per farsi contaminare dall’esistente e provare ad immaginare uno o più scenari futuribili.

Durante il Cop15, vertice mondiale svoltosi a Copenhagen a metà dicembre 2009, si sono susseguite manifestazioni e azioni per protestare contro le finte politiche eco-green dei grandi potenti. Per le strade la presenza della “Pink Samba Band” è stata determinante in molte situazioni e spesso si è riusciti a creare momenti e scenari imprevedibili e in continua evoluzione, cogliendo alla sprovvista la polizia danese e non solo… La seguente intervista è stata fatta alla Torino samba band (appartenente alla rete internazionale Rhythms of Resistance), presente a Copenhagen e protagonista (assieme a tutti i presenti che hanno animato quelle giornate) di questa destabilizzazione dei “codici di piazza”…continua su A rivista anarchica…

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