Il neonazismo che preoccupa Berlino

GERMANIA. Tra il Reno e l’Oder, nel Paese che fu di Wagner e Nietzsche, i nostalgici del Terzo Reich non sono mai scomparsi.
I Mondiali di calcio 2006 erano alle porte quando l’allarme apparve sullo Spiegel online: «All’improvviso vi sono dappertutto storie di violenza neonazista». All’improvviso si fa per dire. Perché è vero che dopo il 1945, davanti alle conseguenze terribili dell’odio razzista, la Germania coraggiosamente sentenziò «mai più». Ma è anche vero che tra il Reno e l’Oder, nel Paese che fu di Wagner e Nietzsche, i nostalgici del Terzo Reich non sono mai scomparsi.

All’inizio degli anni Novanta le statistiche riportavano crimini isolati, poche centinaia di episodi all’anno e per lo più non gravi. In quel 2006 invece aggressioni e delitti legati al neonazismo subirono una forte impennata e il fenomeno fu ritenuto serio al punto che l’allora ministro degli Interni Schäuble, democristiano, invitò i tedeschi a non voltarsi mai dall’altra parte di fronte alle violenze. «Non ci dovranno essere in Germania aree proibite dove è preferibile non entrare», disse in una conferenza stampa.

Invece negli anni a venire i tedeschi hanno visto risorgere una destra extraparlamentare forte e aggressiva composta in maggioranza da giovani e giovanissimi, circa 30mila secondo i dati nazionali. Ritornano le svastiche, i saluti romani, il passo dell’oca. E impazzano le violenze delle teste rasate, i naziskin. Oltre 600 feriti in aggressioni neonaziste nel 2009, un gran miglioramento per le forze dell’ordine rispetto ai 700 e più feriti degli anni precedenti. Vi sono cittadine, soprattutto all’Est, dove un immigrato non deve avventurarsi, soprattutto se ha la pelle nera. «Potrebbe non uscirne vivo», ebbe a dire tempo fa Uwe-Karsten Heye, presidente dell’organizzazione antirazzista “Mostra il tuo colore”.

Ma il ritorno del peggior estremismo di destra è ben più che qualche vigliacca dimostrazione di forza ai danni di malcapitati di passaggio. L’anno scorso un fuoriuscito del Partito nazionaldemocratico Npd, tal Uwe Luthardt, raccontò di depositi di armi, propaganda hitleriana e simboli delle SS esibiti alle riunioni di partito. Di gente che parla di invadere nuovamente la regione dei Sudeti e la Polonia. Di un nuovo sterminio di ebrei…continua l’articolo su Terranews…
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