Archivio per aprile, 2010

Corteo di destra nelle vie di Milano in centinaia con croci celtiche e tricolori

Posted in Uncategorized on 30/04/2010 by gattoselvaggio

La destra ha ricordato Sergio Ramelli, giovane missino ucciso 35 anni fa, Carlo Borsani e Enrico Pedenovi

Con le fiaccole, le bandiere con le croci celtiche e i tricolori italiani alcune centinaia di militanti di estrema destra (800 per la questura, oltre 1.000 per gli organizzatori) hanno sfilato per le vie di Milano in ricordo di Sergio Ramelli, giovane missino ucciso 35 anni fa, e di altri due camerati, Carlo Borsani e Enrico Pedenovi, uccisi anche loro il 29 aprile.

La lenta parata, in puro stile militare, con i passi scanditi dai tamburi, si è aperta con una adunata in piazzale Susa, dove al grido di “presente” e col saluto romano è stata omaggiata la memoria di Carlo Borsani, sottotenente della Rsi,  lì ucciso dai partigiani 65 anni fa. Al corteo, aperto dallo striscione “onore ai camerati caduti”, hanno partecipatp tutte le sigle dell’estrema destra, da Forza Nuova agli Hammerskin e a Casa Pound e alcuni esponenti politici milanesi del Pdl come la consigliera provinciale Roberta Capotosti.

Il corteo ha sfilato lungo le strade del quartiere Città Studi, raggiungendo i luoghi dove furono uccisi anche gli altri due “martiri”: Sergio Ramelli, militante del Fronte della gioventù, ucciso a 19 anni nel 1975 da un commando di Avanguardia operaia, e il consigliere provinciale Enrico Pedenovi, massacrato esattamente un anno dopo da Prima linea. Durante il tragitto alcuni residenti del quartiere hanno rivolto improperi contro i militanti di estrema destra intonando anche Bella ciao.

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Raid dei disoccupati, panico a Napoli autobus distrutti e cassonetti a fuoco

Posted in Uncategorized on 30/04/2010 by gattoselvaggio

Scene di guerriglia urbana, con l’assalto di un gruppo di senza lavoro organizzati a cinque mezzi dell’Anm mentre i passeggeri erano a bordo. In cinquanta hanno fermato gli autobus per poi spaccare i vetri con martelletti e punte di trapano. Urla e terrore, con la gente che si è rifugiata nei negozi

Pomeriggio di ‘guerriglia urbana’ a Napoli, dove un un centinaio di disoccupati ha incendiato cassonetti e rifiuti, e danneggiato cinque autobus dell’Anm. I disordini si sono concentrati lungo Via Foria, tra l’ingresso dell’Orto Botanico e la Caserma Garibaldi. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco che hanno spento i focolai di incendio, e gli uomini della polizia municipale che hanno chiuso la strada al traffico. Coinvolto negli incidenti, ma senza subire danni, anche un bus turistico proveniente da Roma, al momento senza passeggeri. A scatenare la furia dei senza lavoro, l’esito di una riunione che nella mattinata si era svolta in Prefettura: si doveva decidere del loro futuro, del prosieguo dei progetti di inserimento lavorativo. Il nulla di fatto avrebbe determinato la violenta reazione.

I disoccupati che hanno messo a ferro e fuoco Via Foria sono sbucati all’improvviso da alcuni vicoletti. Con delle tenaglie hanno divelto le camere d’aria delle ruote degli bus e spaccato i vetri con martelletti e punte di trapano. In uno degli autobus distrutti si trovavano una donna con un bambino piccolo, che scesi dal mezzo si sono rifugiati in uno dei negozi lungo la strada. Nei dintorni, i benzinai allo scoppio dei disordini, hanno chiuso i distributori e messo in sicurezza gli impianti. Anche i negozianti hanno accolto all’interno dei propri esercizi i passanti spaventati, per poi abbassare le saracinesche. Su un mezzo della linea 12, alcune persone, dopo essere salite a bordo, hanno scaricato l’estintore alla presenza dei passeggeri, e poi hanno cominciato anche in questo caso a rompere i vetri.

Urla, terrore, bimbi che piangevano. Chi ha visto racconta e descrive attimi di puro terrore. Per Stefano, autista dell’autobus numero 201, non è per la prima volta: l’episodio di oggi è il secondo in tre mesi e, quasi rassegnato, dice “ci siamo abituati”. “Li abbiamo visti sbucare, in circa cinquanta da vico Colonne – racconta – hanno catapultato e incendiato i cassonetti, poi hanno iniziato a distruggere i nostri mezzi. Con delle pinze hanno tagliato le camere d’aria delle ruote, e con martelletti e punte di trapano hanno rotto i vetri. Il bus era affollatissimo e i passeggeri hanno iniziato a urlare. A bordo c’era anche una donna con un bimbo di soli pochi mesi. Appena mi sono reso conto di quello che stava accadendo, ho aperto le porte e ho fatto scendere tutti”…continua su La Repubblica…

VIDEO

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Grecia, il piano di austerity “lacrime e sangue” del governo

Posted in Uncategorized on 30/04/2010 by gattoselvaggio

VIDEO: NOTTE DI SCONTRI

Stipendi, pensioni baby e “zitelle d’oro”, all’ombra del Partenone finisce il Bengodi. Le tasse saranno aumentate e l’Iva, già ritoccata dal 19 al 21%, dovrebbe salire al 23%

ATENE – La Grecia si prepara a un fine settimana destinato a cambiare per sempre la vita dei suoi cittadini. La delegazione Ue-Fmi-Bce ha lavorato anche ieri fino a tarda notte con il governo di Giorgos Papandreou per mettere a punto il drastico piano di austerity necessario per sbloccare i 45 miliardi di aiuti di Bruxelles e Washington. Una terapia d’urto da 20-25 miliardi tra tagli alle spese e nuove entrate presentata in mattinata a imprenditori e sindacati che – con gran sollievo dei mercati – non sembrano intenzionati per ora ad alzare barricate: “Capiamo le esigenze del governo anche se ci ha sottoposto un accordo blindato – ha detto sotto gli alberi carichi d’aranci della residenza di Papadreou Iòlias Iliopoulos, numero uno di Adedy, sigla dei dipedenti pubblici – . Noi cercheremo di ridurre al minimo l’ingiusta sofferenza della gente”.

Prudenti anche i rappresentanti del Gsee, il sindacato del settore privato che con il suo sciopero del 5 maggio sarà il primo termometro del malcontento per un piano che chiederà ai greci di lavorare di più (spostando in avanti l’età pensionabile) e guadagnare di meno (il taglio agli stipendi pubblici sarà superiore al 20%) pagando più tasse, visto che l’Iva – già ritoccata dal 19 al 21% – dovrebbe salire al 23%.

La tregua è solo apparente: già ieri sera oltre 500 manifestanti hanno cercato di forzare i blocchi e la polizia ha dovuto sparare lacrimogeni. Anche per questo Papandreou è intenzionato a forzare i tempi. Il consiglio dei ministri, fissato per venerdì prossimo, potrebbe essere anticipato, forse già a domenica o lunedì, per varare il pacchetto. Ventiquattro ore dopo il Parlamento darà l’ok alla cura lacrime e sangue, precondizione posta da Merkel & C. per girare ad Atene entro il 19 maggio i 9 miliardi necessari per evitare il default. “Questa non è solo una grande riforma, è una rivoluzione – dice Papandreou – . Paghiamo i nostri errori, sappiamo che ci sarà da soffrire. Ma questa crisi deve essere l’opportunità di trasformare la Grecia in una nazione trasparente, moderna e affidabile”…continua su La Repubblica…

Grecia, la politica prigioniera dell’economia

Ferrara, pestaggio in caserma video inchioda un carabiniere

Posted in Uncategorized on 29/04/2010 by gattoselvaggio

La procura ha aperto un’inchiesta per lesioni contro il militare che nel video si vede picchiare
dei fermati con un manganello. Manconi: “Immagini impressionanti”

FERRARA – Nuovo pestaggio in una sede delle forze dell’ordine. Questa volta il teatro è stata la caserma dei carabinieri di via del Campo a Ferrara. In un video 1, reso pubblico dall’associazione “A buon diritto” di Luigi Manconi si vedono, in momenti diversi, due persone che cadono a terra, forse colpite, circondate da alcuni carabinieri in divisa; e un altro fermato nudo, poi avvolto in una coperta e portato via da personale di pronto soccorso sanitario. Manconi parla di un nuovo “caso di violenza all’interno di un caserma”.

Il video è nel fascicolo dell’inchiesta aperta dalla procura di Ferrara per lesioni contro un carabiniere 2 e per resistenza a pubblico ufficiale contestata a quattro giovani. Il filmato riguarda i fatti accaduti il 24 febbraio scorso (e riferiti allora da mezzi di informazione) quando i quattro, dopo essere stati arrestati in stato di ebbrezza per resistenza a pubblico ufficiale, furono trattenuti per ore in caserma. “Ma uno dei fermati – spiega Manconi – ha subìto pesanti maltrattamenti e violenze e colpi inferti con manganello a opera di uno, e forse non solo uno, appartenente all’Arma. Le immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza installata nei locali della caserma, sono impressionanti: un giovane uomo, ammanettato, totalmente inoffensivo e non in grado di difendersi, viene aggredito, colpito con lo sfollagente, buttato per terra. Proverà a rialzarsi per due volte e per due volte verrà colpito. Senza che alcuno gli presti soccorso. Si tratta, giova ricordarlo – sottolinea – di una persona affidata a un apparato dello Stato, all’interno di una caserma dello Stato, che ne deve garantire l’incolumità”. Per concludere: “Come le cronache dolorosamente riportano con frequenza crescente, dobbiamo dire che non si tratta affatto di un caso isolato”…continua su La Repubblica…

IL VIDEO DEL PESTAGGIO!

Effetto domino

Posted in Uncategorized on 29/04/2010 by gattoselvaggio

I mezzi di informazione italiani sono oltremodo concentrati nel raccontare la situazione economico-finanziaria estremamente precaria della Grecia, in particolare ora che l’effetto domino si sta materializzando in tutto e per tutto. Infatti gli altri tre Paesi già fortemente a rischio come l’Irlanda e l’intera penisola iberica (Spagna e Portogallo) stanno subendo ulteriori declassamenti nel settore creditizio da parte delle agenzie preposte al controllo del medesimo, come Standard & Poor’s. Ad onor del vero, va sottolineato come fosse la stessa S&P a lodare le politiche adottate dall’istituto di credito Lehman Brothers minimizzando la caduta verticale (si può leggerne un esempio cliccando QUI, in un articolo battuto a luglio del 200, che con il suo crollo ha dato il via allo scoppio della gigantesca bolla-balla dei soldi “virtuali” delle banche.

L’intera Unione Europea per prima è ampiamente e costantemente mobilitata per monitorare la situazione, in particolare quella greca; Francia e Germania, veri e propri motori economici continentali, insistono per aiutare il Paese ellenico, anche in considerazione dei forti investimenti in campo bellico da parte di Atene verso Parigi e Berlino (a seguire un post dedicato).

Ma, mentre i governi dei vari Paesi tentano di gettare acqua sul fuoco con grotteschi proclami e profetizzazioni circa una lenta ma costante ripresa, la situazione capitalista internazionale non farà altro che precipitare; basti, a titolo esemplificativo, chiedersi quanti mezzi informativi abbiano dato notizia dei 160 miliardi di euro letteralmente bruciati dalle borse europee nella sola giornata di
martedì.

La filo-atlantica Gran Bretagna, estranea al capitolo “moneta unica europea”, ha un quadro più oggettivo della situazione: è l’istituto di credito Standard Chartered di Londra a lanciare l’allarme circa una nuova ondata nera sul capitalismo globale. Il rapporto stilato da SC è stato ripreso l’altro ieri dal quotidiano inglese Guardian.
Il filo conduttore è molto semplice e sotto gli occhi di tutti: i grandi investitori di capitali hanno cominciato da tempo a portare le proprie risorse nei Paesi che rappresentano le nuove economie mondiali, come ad esempio la Cina o il Brasile e l’intero sudamerica; per quanto riguarda il padronato nostrano, basti pensare ai 26 miliardi di euro promessi dalla FIAT nella crescita internazionale del mercato per il quinquennio 2010-2014. Una così ingente massa di capitali porterebbe inevitabilmente
a grosse ripercussioni sulle economie dei singoli stati: non si tratterebbe infatti di un’oggettiva crescita e sviluppo, ma viceversa verrebbe a crearsi una letale spirale inflazionistica che farebbe lievitare progressivamente i prezzi al consumo coinvolgendo le popolazioni autoctone come quelle straniere…continua su Indymedia…

La Grecia in Fiamme, Tremonti il pompiere…

Posted in Uncategorized on 29/04/2010 by gattoselvaggio

La Grecia è in fiamme, ogni giorno scioperi e scontri di piazza. Non va meglio per la Spagna e il Portogallo. I padroni e i Governi vogliono far pagare la crisi ai Lavoratori, alle classi produttrici. Per un primo maggio di auto-organizzazione, per iniziare un percorso comune di lotta contro i padroni !

“Serve il federalismo fiscale altrimenti l’Italia fa la fine della Grecia, è assolutamente necessario.” Lo ha  detto Bossi, senza aggiungere che con il federalismo fiscale, di cui nessuno ha calcolato i costi, faremo invece la fine dell’Argentina.
La scelta è difficile, fallire subito o rimandare? Le agenzie di rating hanno declassato i titoli di Stato greci a spazzatura. Il debito della Grecia non ha più mercato, i suoi titoli sono invendibili. Li possono comprare solo banche greche su ordine del Governo centrale.
Senza il ricorso al debito, la Grecia può invocare unicamente la carità degli altri Stati per non fare bancarotta e dichiarare il suo debito insolvibile con l’uscita obbligatoria dall’euro.
L’elemosina, comunque insufficiente, tarda però ad arrivare, un aiuto stimato in 45 miliardi di euro per non fallire subito. La Grecia ha necessità di reperire 160 miliardi di euro per i prossimi tre anni solo per finanziare gli interessi sui titoli di Stato emessi, pagare i titoli di Stato in scadenza e il disavanzo annuo tra
entrate e uscite. Il prestito di 45 miliardi sarà finanziato dal Fondo Monetario Internazionale per 10/15 miliardi e da alcune nazioni europee, tra queste la Germania con 8,4 miliardi e l’Italia con 5,5 miliardi (quasi il triplo dell’Olanda e più della Spagna con 3,7 miliardi).
L’86% dei tedeschi è contrario al prestito, non vuole pagare per la finanza allegra di altri Paesi. Tremorti invece è entusiasta, il parere degli italiani non è noto anche perché nessuno li ha interpellati. La Merkel, prima di consegnare i soldi dei tedeschi al primo ministro greco George Papandreou vuole avere la rassicurazione che la Grecia metterà a posto i suoi conti. Tremorti ha invece fretta di erogare il prestito per paura che il fuoco divampi. La Grecia, infatti, è vicina. Il nostro debito pubblico è di circa 1.800 miliardi, nei primi mesi del 2010 è aumentato di più di 30 miliardi, il tasso di disoccupazione italiano è comparabile a quello greco, il saldo import/export 2009 è stato negativo per circa 280 milioni di euro, mentre nel 2008 era positivo per 10 miliardi. Le entrate fiscali sono in diminuzione mese dopo mese, la spesa pubblica è in continuo aumento ed è la peggiore sul Pil degli ultimi 10 anni, pari al 52,3%.
I numeri greci e quelli italiani sono simili, qualche volta sono peggio loro, altre volte stiamo peggio noi. Se fallisce la Grecia, l’euro vacilla. Se fallisce l’Italia, l’euro sprofonda insieme a tutti i nostri creditori. Per ora il nostro immenso debito pubblico ci protegge.
Nel 2010 Tremorti deve collocare 450 miliardi di euro di titoli e pagare 70/80 miliardi di interessi (pari a 4/5 finanziarie) su quelli già emessi. I greci, a confronto, sono dei dilettanti.

– OPERAI CONTRO –

«Puttano domani vieni a lavorare». «Prima pagare». «Ah si? Allora vai a fare…»

Posted in Uncategorized on 29/04/2010 by gattoselvaggio

Si cominciava a lavorare con le prime luci dell’alba e si finiva col buio…». Le paghe venivano date «da chi ci chiamava, non dagli italiani». A volte però «ci contavano meno cassette di quelle raccolte per pagarci meno». E se qualcuno si faceva male, magari cascando da un albero, «il rischio era di non lavorare più». Voci da Rosarno. Voci di schiavi che si sono ribellati e poi liberati. Quasi tutti ventenni ma qualcuno ha anche più di 40 anni; sono arrivati in Italia dalle terre a sud del deserto del Sahara dopo viaggi massacranti, sopravvivere è già stata una selezione naturale. Qualcuno di loro è invece in Italia da oltre dieci anni, prima regolare poi clandestino. Sono i testimoni dell’inchiesta Migrantes della procura di Palmi che ha portato in carcere 31 persone di cui 21 italiani proprietari di aziende agricole della piana di Gioia Tauro e dieci caporali, tutti stranieri, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa (degli enti previdenziali) e allo sfruttamento del lavoro clandestino.

Le inchieste sul lavoro nero non sono certo una novità. Ma quella della squadra mobile di Reggio Calabria e della procura di Palmi ha la caratteristica di avere come testimoni chiave gli stessi schiavi abituati da sempre a subìre e che invece si sono ribellati. Le 421 pagine dell’ordinanza ruotano intorno a queste testimonianze poi riscontrare da appostamenti e intercettazioni telefoniche. «Di particolare significato – si legge nel documento – sono le dichiarazioni di alcuni extracomunitari dimoranti in condizioni di assoluto degrado e di miseria nella periferia di Rosarno in contrada Pomona, molti feriti durante gli incidenti di gennaio i quali hanno superato la paura nei confronti dei loro sfruttatori e hanno reso ampie dichiarazioni sulle modalità del loro sfruttamento».

Abdelaziz R. ha 43 anni e viene dal Marocco. «Dal 1997 – racconta a verbale i primi giorni di febbraio – sono in Italia con regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Tre anni fa però non l’ho potuto più rinnovare perchè in base alla legge Bossi-Fini non avevo più i requisiti. Da allora vivo in giro per l’Italia facendo lavori saltuari e stagionali». A fine novembre 2009 Abdelaziz arriva per la prima volta a Rosarno. «Ho trovato rifugio nella ex fabbrica Pomona (i ruderi abbandonati e infestati dai topi ndr) con un’altra ventina di stranieri, tutti alla ricerca di un lavoro giornaliero». Le giornate sono lunghissime e massacranti, racconta Abdelaziz, «dalle prime luci dell’alba al tramonto, praticamente si smetteva di lavorare quando non si vedeva più». Era l’intermediario straniero (il caporale) che «mi pagava a fine giornata. Ci veniva a prendere all’alba in un punto fuori Rosarno e ci riportava la sera»…continua su L’unità…