Etiopia, la diga della discordia a rischio la vita di 500 mila persone

IL progetto di una diga in Etiopia rischia di mettere a rischio la sopravvivenza di cinquecentomila persone. La drammatica denuncia arriva da Survival International, una ong attiva in Africa che ha deciso di lanciare una vasta campagna mondiale. L’opera, che si chiama “Gibe III”, entro il 2012 dovrebbe sorgere nella Valle dell’Omo, proprio lungo il confine con il Sudan.

Il progetto ci riguarda da vicino perché è stato affidato alla Salini costruttori, una società italiana di ingegneria artefice di un altro impianto idroelettrico, la Gilgel Gibe II, parzialmente crollato nel febbraio scorso pochi giorni dopo essere stato inaugurato dal ministro degli Esteri Franco Frattini durante la sosta etiope del suo tour nel continente africano. “La realizzazione di questa diga – sostiene Survival international – finirebbe per distruggere un ambiente ecologicamente molto fragile, così come tutte le economie di sussistenza legate al fiume Omo e ai cicli naturali delle sue esondazioni”.

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