Giornalisti corrotti

I cartelli della droga messicani fanno tacere l’informazione regalando soldi, prostitute, alcol e oggetti preziosi

Ogni Stato ha i suoi censori. In Messico sono i cartelli della droga a chiudere la bocca ai giornalisti per evitare fughe di notizie sulla carneficina che si sta consumando dal 2006 e che, finora, è costata la vita ad oltre 19 mila persone. Il metodo è semplice prima i signori della cocaina provano a comprare, letteralmente, il silenzio dei professionisti dell’informazione i quali, in caso di rifiuto, vengono brutalmente uccisi insieme alle loro famiglie.

Nessun rifiuto. Appurato che è praticamente impossibile per un giornalista messicano rifiutare, senza morire, il “corteggiamento” del cartello del Golfo – uno dei più potenti e sanguinari del nordest del paese – è quantomeno sospetta la facilità con la quale i narcotrafficanti riescano ad arrivare al controllo completo della stampa nazionale.

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