Archivio per marzo, 2010

Italia: record di 4,9 miliardi di export di armamenti

Posted in Uncategorized on 31/03/2010 by gattoselvaggio

Che governi la destra o che governi la sinistra si taglia su istruzione, sanità, stipendi, posti di lavoro…ma mai sugli armamenti e noi glielo permettiamo???

L’industria militare italiana fa il botto. Ammontano infatti a 4,9 miliardi di euro le autorizzazioni all’esportazione di armamenti rilasciate dal Governo nel 2009 alle aziende del settore con un incremento di ordinativi internazionali (il 61%) sconosciuto ad altri settori dell’industria nazionale.


Ed hanno superato quota 2,2 miliardi di euro le effettive consegne di materiali militari. Un duplice record che annovera il BelPaese tra i big player in quello che il “Rapporto della Presidenza del Consiglio sull’esportazione di materiali militari” pubblicato ieri definisce il “mercato globale” degli armamenti (pg. 25).

Un nuovo record ottenuto soprattutto grazie alla commessa da oltre 1,1 miliardi di euro da parte della Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Sa’udiyya, la Reale Aeronautica Saudita per i caccia multiruolo Eurofighter Typhoon (EFA). Un colossale e torbido torbido affaire reso possibile a seguito dello stop alle investigazioni richiesto e ottenuto dall’allora Primo Ministro britannico Tony Blair su tutta la faccenda collegata all’affare Al Yamamah (la Colomba) che ha visto coinvolta la BAE Systems. Un caso che è stato per anni – ed è tuttora – nel mirino della stampa britannica ma di cui pochi giornali hanno parlato in Italia.

Nel dicembre del 2006 l’Arabia Saudita aveva infatti minacciato di sospendere i negoziati commerciali col governo britannico per l’acquisto di 72 nuovi caccia Eurofighter dal gruppo BAE Systems: il contratto da 10 miliardi di dollari era stato sospeso per l’irritazione dei sauditi nei confronti proprio dell’inchiesta avviata dal Serious Fraud Office (SFO), l’Ufficio anti-frodi britannico, sulle tangenti che sarebbero finite nei conti svizzeri della famiglia Reale saudita, all’interno di un ventennale contratto di scambio di “armi per petrolio” tra Ryad e la Gran Bretagna. L’indagine riguardava i fondi neri, pari a 114 milioni di dollari, usati dalla compagnia per corrompere dignitari dell’Arabia Saudita, pagando tra l’altro prostitute, Rolls-Royce e vacanze in California: l’intervento di Tony Blair – che aveva giustificato la sua presa di posizione adducendo motivi di “sicurezza nazionale” e “l’immenso danno agli interessi del paese” se l’indagine fosse proseguita – aveva messo fine all’inchiesta sulla BAE e – nonostante le proteste delle associazioni britanniche – aveva riaperto le trattative tra il consorzio Eurofighter e il governo saudita per l’acquisto dei 72 caccia Eurofighter (EFA – El Salaam)…continua l’articolo su Indymedia…

Max Bruschi: “Era sottintesa”: La ‘Resistenza’ c’è ma non si vede

Posted in Uncategorized on 31/03/2010 by gattoselvaggio

LA RESISTENZA non c’è. La si cerca invano nel programma di storia per l’ultimo anno dei licei. Ecco il fascismo. Poi la crisi del ’29 e le sue conseguenze nel mondo. Il nazismo. La shoah e gli altri genocidi del XX secolo. La seconda guerra mondiale. Ecco, forse arriva ora la guerra partigiana. No, a seguire c’è la guerra fredda, il confronto ideologico tra democrazia e comunismo. Ed ancora, l’Onu. Siamo troppo avanti, bisogna tornare alla riga precedente: ma dov’è la Resistenza?

Non si vede. Si prova a domandarlo al consigliere del ministro Gelmini, Max Bruschi, che reagisce: «Ma non ha letto qui, dopo la voce Onu? È ben esplicitato: Formazione e tappe dell’Italia Repubblicana. Naturalmente è sottintesa la Resistenza. L’abbiamo inclusa senza citarla tra i capitoli fondativi della storia repubblicana. È un modo per rafforzarla, no?».

Al ministero della Pubblica Istruzione non capiscono le reazioni provocate dalla cancellazione della parola Resistenza dai curricola scolastici dei licei. «Come se la Costituzione e la nostra Repubblica fossero sbocciate dal nulla», protesta Manuela Gizzoni, capogruppo del Pd in Commissione Istruzione alla Camera. Bruschi liquida come “pretestuose” le polemiche. «Le assicuro che non c’è da parte nostra nessuna intenzione di cancellare quella esperienza storica, tutt’altro». In mattinata una nota del Miur aveva definito “priva di fondamento” la notizia riportata da Italia Oggi secondo cui l’insegnamento della Resistenza a scuola sarebbe stato ridimensionato. «La Resistenza continuerà ad essere affrontata come momento significativo della storia d’Italia». Punto e basta…continua su La Repubblica…

Francia: Un volantino rivoltoso tra le strade parigine

Posted in Uncategorized on 31/03/2010 by gattoselvaggio

NELLO STATO PIU’ LIBERO DEL MONDO

Fin dal 1945 vogliono farci credere che sulla nostra vita regni la più serena delle libertà, ora che le massaie hanno a disposizione gli elettrodomestici più avanzati, ora che quasi tutti hanno diritto al voto, ora che la “libertà” d’espressione è garantita dalle istituzioni democratiche, ora che una serie di false scelte ci viene offerta fra lo sfruttare e il farsi sfruttare per niente, senza tentare di porci domande, pena l’essere domati. Eppure la nostra ansia e la sete di libertà non si assottigliano, è a questo che si riferiscono quando ci martellano le orecchie con le loro tiritere di libertà e di progresso democratico o industriale.
Ma qui e là la pace sociale viene talvolta scossa, la sua necessità rimessa in discussione, le sue capacità di diventare tendenza liquidate a beneficio della rabbia che essa provoca in coloro cui non riesce a far dimenticare la miseria di un’esistenza vissuta perennemente da selvaggina.
Gli sbirri vengono attaccati e sono odiati nei quartieri che la pace sociale definisce “sensibili”, i fratelli maggiori sociali non riescono più a contenere la rabbia degli sfruttati in cerca di significato, i disoccupati non accettano più che la propria sopravvivenza continui ad essere un inferno, i liceali erigono barricate contro le forze dell’ordine mentre gli operai minacciano di far saltare la loro fabbrica merdosa, i clandestini si rivoltano in ogni angolo del paese appiccando fuoco alla loro prigione o sottraendosi alle retate, altri provano a rendere la vita impossibile a chi trae vantaggi dalle espulsioni e dal sistema carcerario, sempre più ribelli cercano di far pagare il conto a chi vorrebbe che il dominio dell’umano sull’umano continui a passare la sua lingua rugosa sui nostri corpi e sui nostri spiriti assassinati.
Nel 2005 le periferie esplosero di rabbia e misero l’ordine in difficoltà.

Più di un anno fa il centro di detenzione di Vincennes, la più grande prigione per stranieri in Francia, è andato in fumo, acceso dalla rabbia di una vita senza vita. Da molti anni si moltiplicano le pratiche di sabotaggio e gli attacchi contro i diversi collaborazionisti della reclusione (Bouygues, Eiffage, IBIS, Air France, ADECCO, Croce Rossa e altri avvoltoi che partecipano alla macchina delle espulsioni). Più di recente sono stati incendiati, sfondati, sabotati decine e decine di sportelli automatici (bancari, postali, BNP, LCL, CIC, Société Générale) — responsabili degli arresti di clandestini, avendo organizzato con gli sbirri degli agguati ai loro clienti indesiderabili.
Dieci persone sono state accusate dell’incendio di Vincennes e vengono giudicate in questo momento in un processo perso in partenza in cui rischiano parecchi anni di galera. Il 15 febbraio quattro persone, definite dai sudici sbirri “anarco-autonomi”, sono state arrestate dalla sezione anti-terrorismo della brigata criminale con l’accusa di aver partecipato a questo movimento di solidarietà attorno ai centri di reclusione e al loro migliore mondo di merda. Lo Stato mostra sempre il suo volto cattivo sperando di vederci sottomessi alla pacificazione mortifera impostaci a suon di sbirri, di prigione, di tortura, di omicidi, di giudici, di frontiere, di secondini e di simpatici sorrisi di circostanza.
Di fatto, attraverso la repressione lo Stato spera di contenere la diffusione degli attacchi permanenti che lo scuotono con fragore, per di più attribuendo a gruppi sociali inventati di sana pianta (come «l’ultra-sinistra», i «giovani delle periferie», le «bande», i «sabotatori» e via di questo passo) delle pratiche diffuse dappertutto nella società, allo scopo di confinarle, consapevole che la loro generalizzazione gli sarebbe fatale.
Ma non c’è da piangere, perché in questa guerra sociale senza tregua nemmeno noi faremo regali.
Che il tumulto della rivolta si abbatta contro questo fottuto mondo di merda!

(Volantino trovato nelle strade di Parigi, marzo 2010)

Tradotto dal francese all’italiano a partire da “Dans l’Etat le plus libre du monde?”
Fonte: Non-fides.fr

Belgio – Comunicato sulla lotta in Grecia

Posted in Uncategorized on 30/03/2010 by gattoselvaggio

Di seguito riportiamo un comunicato scritto dagli anarchici belgi in solidarietà alla lotta in Grecia.

Atene. Grecia. A duemila chilometri da qui. Lo Stato greco è quasi in bancarotta e l’economia greca non ce la fa più. Su consiglio degli altri paesi dell’Unione Europea, il partito socialista al governo ha stabilito una serie di misure di austerità e di ristrutturazione. Costeranno «sangue, sudore e lacrime» — giurano i ministri — «ma non si può fare altrimenti». Da gennaio le strade, i porti, gli aeroporti, le frontiere, le fabbriche, le ferrovie… vengono regolarmente bloccate da quelli che sanno bene che saranno i soli a pagarne il prezzo. Le manifestazioni si susseguono e nessun politico sembra essere ancora in grado di calmare e canalizzare le proteste. Si accendono frequentemente duri scontri con la polizia anti-sommossa, e centinaia di distruzioni, di incendi e attacchi esplosivi rivolgono la propria attenzione devastatrice contro le strutture dello Stato e dell’economia, contro tutte le espressioni dell’autorità.

«Sangue, sudore e lacrime». Mentre la polizia carica sempre più violentemente ogni manifestazione o assembramento, mentre ha già spezzato gambe e braccia a centinaia di persone, sangue omicida è stato versato all’alba del 12 marzo 2010. Una pattuglia della polizia aveva sorpreso due compagni anarchici sul punto di rubare un’auto. Ne è scaturita una sparatoria, un compagno è riuscito a scappare ma l’altro — Lambros Fountas — è stato colpito da numerosi proiettili. Gravemente ferito, ha cercato ancora di fuggire ma è stato raggiunto dagli sbirri che l’hanno lasciato sanguinare a morte. Lambros Fountas aveva 35 anni e da diverso tempo era in lotta contro ogni forma di autorità: talvolta da solo o con qualche compagno, talvolta fianco a fianco con altri oppressi e ribelli…leggi l’intero comunicato su Informa-Azione…

CIE: sommossa a Ponte Galeria

Posted in Uncategorized on 30/03/2010 by gattoselvaggio

Indymedia: È mezzanotte e mezzo quando dai reclusi del Cie di Ponte Galeria arriva un
sms: «un casino della madonna!».

Chi riesce a parlare al telefono racconta che intorno alle 23.00 è scoppiata la protesta. I materassi bruciano e ci sono due grossi fuochi che si alzano arrivando fino all’infermeria.
Alcuni reclusi sono saliti sul tetto e altri hanno spaccato tre o quattro porte di ferro e hanno quasi raggiunto il muro di cinta.
Tutto il centro è pieno di polizia: sono dappertutto ­ in tenuta antisommossa, con manganelli, scudi e caschi ­ e intorno all’una e venti cominciano anche a sparare…

I motivi per protestare sono tanti: innanzitutto il prolungamento fino a sei mesi. Poi la somministrazione massiccia e quotidiana di psicofarmaci, tanto che la gente sta a letto tutto il giorno e dorme fino a mezzogiorno.
C’è gente «di tutti i colori» – spiegano i reclusi – ci sono persone che stanno in Italia da vent’anni e che ora si ritrovano rinchiuse nel Cie. Ci sono tossicodipendenti e alcoolizzati, diabetici, asmatici e malati di epatite, a cui non viene somministrata la terapia di cui avrebbero bisogno e che era stata loro prescritta dal medico.
Ogni sera c’è gente che ingoia lamette e se ti lamenti ti rispondono male, minacciano di chiamare la polizia, l’esercito e i carabinieri. Se chiedi di essere curato o portato in ospedale ti dicono che stai fingendo perché vuoi scappare.
In questi giorni un recluso ha sbattuto la testa al muro per la disperazione e un altro che protestava è stato picchiato così forte che gli hanno rotto i denti. Stessa sorte è toccata a un gruppo di reclusi che oggi erano saliti sul tetto per cercare di scappare: tutti riportati a forza nelle gabbie e riempiti di botte.
«Qui ci trattano come cani», continuano a ripetere i reclusi. «Ci sequestrano tutto: shampoo, sapone e dopobarba, perché devi usare solo quello che forniscono loro». Sequestrano gli accendini ma nello spaccio interno vendono i cerini, come se con i cerini non si potesse accendere un fuoco… Lo scopo – sostengono i reclusi – è di impedire che si ripeta ciò che era avvenuto il 13 marzo scorso quando, durante il presidio che si stava svolgendo all’esterno, alcuni di loro sono saliti sul tetto e hanno dato fuoco a coperte e materassi.

Ascolta la corrispondenza con un recluso

Aggiornamenti e cronoca:

ore 1.10 – un recluso racconta quello che succede

ore 2.10 – un recluso spiega meglio le ragioni della protesta

Le ultime telefonate coi reclusi risalgono alle tre di notte, e raccontano di alcuni reclusi sono ancora sui tetti e di fiamme non ancora spente.

Da questa mattina nessun recluso risponde più al telefono, quindi non possiamo avere informazioni di prima mano. Ma qualche ora fa, la consigliera regionale Anna Pizzo ha cercato di entrare nel Cie, per verificare la situazione. Ovviamente, mancando il preavviso scritto, non l’hanno fatta entrare. Il direttore ha però ammesso che nella notte c’è stata una tentata evasione, seguita da una protesta, ma ha negato l’intervento della polizia. Secondo il direttore è stata una cosa da poco. Talmente da poco, che per sua stessa ammissione oggi nel centro mancano luce e acqua perchè durante la rivolta sono stati danneggiati gravemente l’impianto elettrico e quello idrico.

Aggiornamento ore 13.00. I prigionieri del settore maschile sono stati rinchiusi nella sala mensa e divisi in due gruppi: da una parte i “buoni” e dall’altra i “cattivi”. Le telecamere di sicurezza avrebbero ripreso tutta la rivolta ed è l’ora degli arresti. Da quel che si capisce, per ora i fermati – i “cattivi”, appunto – sono una quindicina. Nel settore femminile, invece, nessuna si è accorta di nulla: negli ultimi giorni, infatti, le medicine somministrate apertamente o con l’inganno dalla direzione sono particolarmente pesanti e, secondo alcuni racconti, le recluse passano il proprio tempo a dormire o a piangere. Alcune nigeriane questa mattina sono state portate via, e questo vuol dire che si potrebbe essere in preparazione un’altra deportazione.

India, la resistenza degli ultimi

Posted in Uncategorized on 30/03/2010 by gattoselvaggio
La famosa scrittrice indiana Arundathy Roy racconta a Democracy Now la guerriglia maoista degli indigeni che vivono nelle foreste dell’India centrale

ANJALI KAMAT: Trascorriamo il resto dell’ora con la famosa scrittrice indiana e attivista, Arundathy Roy, parlando della parte oscura e più vulnerabile dell’India. Un paese fiero che si vanta della sua fama di democrazia più grande del mondo. Nella lista dei miliardari pubblicata quest’anno da Forbes, la stampa indiana sottolineava con un certo orgoglio che due compatrioti sono entrati nella lista dei dieci uomini più ricchi del mondo.
Nel frattempo, migliaia di truppe paramilitari e agenti di polizia indiani stanno combattendo una guerra contro i più poveri abitanti del loro paese, quelli che vivono nella cosiddetta Cintura Tribale. Le autorità indiano hanno dichiarato che più di un terzo della nazione, un’area in gran parte coperta da foreste e ricca di risorse minerarie, è parzialmente o completamente sotto il controllo dei ribelli maoisti, noti anche come Naxaliti. Il primo ministro indiano ha definito i maoisti “la più grave minaccia interna alla sicurezza del paese”. Secondo le cifre ufficiali, negli ultimi sette anni di combattimenti sono morte circa seimila persone, oltre la metà dei quali civili.
La nuova offensiva paramilitare governativa contro i maoisti è stata battezzata ‘Operazione Battuta di Caccia’.
All’inizio di marzo, il leader dell’insurrezione maoista, Koteswar Rao ‘Kishenji’, ha invitato la scrittrice Arundathy Roy, vincitrice del Booker Prize, per chiederle di fare da mediatrice nei negoziati di pace con il governo.
(…)

AMY GOODMAN: Arundathy Roy ha appena avuto la rara opportunità giornalistica di incontrare i guerriglieri armati nelle foreste dell’India centrale. Ha viaggiato per alcune settimane con gli insorti nel cuore dei territori maoisti e ha poi scritto un lungo reportage, appena pubblicato dalla rivista indiana Outlook, intitolato ‘Camminando con i compagni’.
Questa famosa scrittrice e attivista per la giustizia globale ci ha raggiunti qui a New York.
Insignita nel 2002 del Cultural Freedom Prize della Fondazione Lannan, ha scritto diversi libri, tra cui ‘Il dio delle piccole cose’, vincitore del Booker Prize, e l’ultima raccolta di saggi, ‘Quando arrivano le cavallette’.
Arundathy Roy, benvenuta a Democracy Now!
(…)
Iniziamo da cosa sta succedendo nelle foreste indiane. Cos’è questa guerra che l’India sta combattendo contro la popolazione più povera, note come ‘tribali’, ‘indigene’, ‘Adivàsi’? Chi sono i maoisti? Cosa succede laggiù? E tu come ci sei arrivata?…continua l’intervista su Peace Reporter…

Guarda il VIDEO DOCUMENTARIO

I trucchi di Wall Street

Posted in Uncategorized on 30/03/2010 by gattoselvaggio

Ecco come Wall Street ha aiutato la Grecia a falsificare i propri bilanci…

L’utilizzo di strumenti finanziari “innovativi” per nascondere la cattiva situazione finanziaria di una società o di un paese è stato evidente in casi recenti che illustrano come la manipolazione della contabilità ha contribuito alla crisi finanziaria globale.
La settimana scorsa, un rapporto commissionato dal governo degli Stati Uniti sul crollo della banca d’affari Lehman Brothers ha rivelato che questa ha utilizzato uno strumento chiamato Repo 105 per nascondere circa 50.000 milioni di dollari di attivi illiquidi. E’ stato così che, pochi mesi prima del suo fallimento, “truccò” la sua situazione finanziaria  presentandola come sana.

La caduta di Lehman nel settembre 2008 quasi innescò un effetto domino di fallimenti bancari che avrebbero provocato un collasso finanziario globale. Questo è stato scongiurato con un’ intermediazione disperata delle autorità statunitensi affinchè il Congresso degli Stati Uniti approvasse piani di salvataggio, su vasta scala di istituzioni finanziarie.

Due settimane fa è stato rivelato che la banca di investimenti Goldman Sachs ha fatto uso di un altro strumento, derivato noto come swap (scambio) di monete, per asiutare il governo della Grecia a nascondere il suo disavanzo fiscale, che era salito sopra il livello consentito dalla disciplina dell’Unione europea per restare nella zona euro.

La Grecia deve ora affrontare una grave crisi economica che minaccia lo status dell ‘euro, e al momento i leader europei stanno lavorando ad un salvataggio. La Goldman Sachs è stata criticata dal cancelliere tedesco Angela Merkel per il ruolo svoltoa nella tragedia della Grecia. Ed è anche indagata dalle autorità statunitensi…continua articolo su Voci dalla strada…